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Le iniziative

Venerdì 18 e sabato 19 dicembre 2015, Sala Muratori della Biblioteca Classense, giornata e mezzo di studio su Fitonimia e zoonimia popolare.

 

Pubblicazione del cofanetto Friedrich Schürr's Recordings from Romagna (1914), a cura di Cristina Ghirardini, Gerda Lechleitner, Christian Liebl, Vienna, Verlag der Österreichischen Akademie der Wissenschaften, 2014 (cd audio + cd rom + cd dati).

Disponibile nel catalogo on line delle edizioni dell'Accademia austriaca delle scienze
 

 

Dal 3 ottobre 2014 al 28 novembre 2014, ciclo di incontri Quale didattica per i dialetti romagnoli? organizzato dall'Associazione Istituto Friedrich Schürr in collaborazione con il Centro per il dialetto romagnolo.

NB L'incontro con Gabriele Iannàccaro e Vittorio Dell'Aquila previsto per il 24 ottobre è stato rinviato a venerdì 28 novembre.

 

 

Venerdì 10 ottobre 2014, Sala Muratori della Biblioteca Classense, giornata di studio su Friedrich Schürr in Romagna. Dalle inchieste dialettologiche del 1914 al Fondo Schürr della Biblioteca della Cassa di Risparmio di Ravenna.

Interventi di: Sanzio Balducci (Università di Urbino), Christian Liebl (Phonogrammarchiv dell'Accademia austriaca della Scienze, Vienna), Gerda Lechleitner (Phonogrammarchiv dell'Accademia austriaca della Scienze, Vienna), Franz Lechleitner (Phonogrammarchiv dell'Accademia austriaca della Scienze, Vienna), Antonio Romano (Università di Torino), Matteo Rivoira (Università di Torino), Cristina Ghirardini (Centro per il dialetto romagnolo della Fondazione Casa di Oriani).

 

Lunedì 22 aprile 2013, alle ore 16, nella sala conferenze del Dipartimento di Storie e metodi per la conservazione dei beni culturali (via degli Ariani 1, Ravenna) Maurizio Agamennone (Università di Firenze) presenta il libro Noi siam le canterine antifasciste. I canti delle mondine di Lavezzola, Udine, Nota, 2012, dialogando con l'autrice, Cristina Ghirardini.

Il volume è stato realizzato nell'ambito delle attività del Centro per il dialetto romagnolo della Fondazione Casa di Oriani, con il contributo della Regione Emilia-Romagna e il sostegno della Provincia di Ravenna.

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Giovedì 15 novembre 2012, alle ore 21, a Castiglione di Ravenna, Sala Tamerice (via Vittorio Veneto 21) Nevio Spadoni interpreta il suo monologo La Tromba. Con la partecipazione di Stefano Martini (violino) e Egidio Collini (chitarra).

Ambientato nella campagna romagnola dell'immediato secondo dopoguerra, questo monologo ha come protagonista Elviro, collezionista di trombe, emarginato e chiuso in un delirio, ossessivo ma anche lucido, che lo porta a denunciara i soprusi, le ingiustizie, gli orrori della guerra e le cattiverie degli uomini.

 

Presentazione del libro Noi siam le canterine antifasciste. I canti delle mondine di Lavezzola di Cristina Ghirardini

Sabato 1 settembre 2012, nell'ambito del compleanno del Centro Sociale di Lavezzola, alle ore 20.30.

Il 21 aprile 1968, in occasione del ventennale della Federbraccianti di Ravenna celebrato a Lavezzola, cantava per la prima volta, al Teatro Chiarini, il coro delle mondine di Lavezzola, sollecitato per l’occasione da Maria Bassi, nota sindacalista ravennate. Da quel momento iniziò per le mondine un quindicennio denso di appuntamenti in varie manifestazioni, celebrazioni del 25 aprile e del 1 maggio, feste dell’Unità, nelle quali proponevano un repertorio di canti di risaia e di rivendicazione sociale, inni partigiani e canti dell’emigrazione, ballate e stornelli.

Il volume Noi siam le canterine antifasciste, realizzato da Cristina Ghirardini (Udine, Nota, 2012) nell’ambito delle attività del Centro per il dialetto romagnolo della Fondazione Casa di Oriani, ripercorre il periodo di attività del coro, i legami con la Federbraccianti, il Partito Comunista e il mondo cooperativo, che lo hanno portato a cantare anche nella ex Jugoslavia, nell’URSS e in Germania. Esso inoltre ripropone, nel cd allegato, i canti che le mondine registrarono in due lp intitolati Unità e lotta. Lotta e unità: entrambi furono prodotti negli anni Settanta, il primo nel 1975 nell’ambito delle celebrazioni del trentennale della Camera del Lavoro di Ravenna.

Determinante per la realizzazione del volume è stata la collaborazione di Ilva Calderoni, una delle fondatrici del coro: oltre che i propri ricordi e la propria esperienza di voce solista per gli stornelli e le parti da “primo”, Ilva ha messo a disposizione del Centro per il dialetto romagnolo il suo importante archivio, costituito da fogli con i testi delle canzoni, fotografie, contratti di prestazione artistica, corrispondenze e altri documenti inerenti l’attività del coro. La sua testimonianza, dunque, ha consentito di ricostruire in ambito locale una vicenda che si inserisce nel più ampio fenomeno dei cori di mondariso, nati numerosissimi nel secondo dopoguerra e che hanno vissuto una stagione di rinnovato interesse negli anni Settanta. Nel ravennate sono proprio i cori di mondine che hanno consentito di conservare, perlomeno fino agli anni Ottanta, modalità di canto di tradizione orale che oggi sono pressoché dimenticate.

La ricerca che ha reso possibile realizzare questo volume si è svolta nell’ambito delle attività di tutela di archivi sonori del Centro per il dialetto romagnolo della Fondazione Casa di Oriani e si è avvalsa della collaborazione del Dipartimento di Storie e metodi per la conservazione dei beni culturali di Ravenna, presso il quale sono state digitalizzate parte delle fotografie pubblicate nel libro e tutte le registrazioni del cd. La ricerca è stata realizzata con il contributo della Regione Emilia-Romagna e il supporto della Provincia di Ravenna.

 

 

Second Symposium of the ICTM Study Group on Multipart Music
April, 22-29, 2012, Tiranë and Vlorë, Albania

Il Centro per il dialetto romagnolo ha partecipato al secondo simposio del gruppo di studio su multipart music dell'ICTM tenutosi a Tirana e Valona dal 22 al 29 aprile 2012.

La pratica del canto per terze parallele, detta trõ in Romagna, è stato l'oggetto della nostra comunicazione, a partire da registrazioni storiche e realizzate negli ultimi cinque anni delle mondine di Medicina, dai dischi prodotti dalle mondine di Lavezzola negli anni Settanta, da registrazioni del canto devozionale Là sotto quel vel realizzate a Castelguelfo di Bologna durante le processioni delle Quarant'ore e di altri documenti sonori consultabili nella banca dati www.casafoschi.it.

http://www.multipartmusic.eu/index.php?option=com_content&view=category&layout=blog&id=9&Itemid=109

atti del convegno

 

Presentazione del libro Siamo tutte d’un sentimento. Il coro delle mondine di Medicina tra passato e presente di Cristina Ghirardini e Susanna Venturi

Giovedì 22 marzo 2012 alla Sala Corelli del Teatro Alighieri, alle ore 17, Franco Masotti e Giuseppe Bellosi presentano il libro Siamo tutte d’un sentimento di Cristina Ghirardini e Susanna Venturi dedicato al Coro delle Mondine di Medicina.

Intervengono le autrici e il Coro delle Mondine di Medicina.

 Non voci che semplicemente recuperano e ripropongono i tradizionali canti delle mondariso, ma donne che hanno direttamente vissuto l’esperienza della risaia e che mai hanno smesso di cantarne il repertorio e di rievocare, attraverso di esso, le condizioni di lavoro, le lotte e le conquiste che hanno segnato la vita di intere generazioni. Sono le Mondine di Medicina, che molti ravennati ricorderanno sul palcoscenico della Notte della Taranta allestita da Ravenna Festival nel 2007 a Palazzo San Giacomo di Russi.

Alle loro voci e alle storie che emergono dai loro ricordi Cristina Ghirardini e Susanna Venturi hanno dedicato una lunga ricerca i cui frutti sono raccolti nel libro Siamo tutte d’un sentimento edito da Nota (Udine). Un volume che all’approfondimento storico unisce l’ascolto dei canti, raccolti in un cd, e il racconto in dvd del viaggio del coro a Roma per il concerto del primo maggio del 2009, narrato nel film Il maggio delle mondine di Francesco Marano.

Nei canti e nei ricordi delle mondine di Medicina si intrecciano la durezza del lavoro e gli entusiasmi del movimento cooperativo, la resistenza contro ogni autoritarismo e le rivendicazioni per l’uguaglianza sociale, la libertà e la pace, e la coscienza dell’importanza del ruolo della donna nella costruzione di un futuro migliore. Un tassello di storia irrinunciabile dell’identità di tutti noi.

La presentazione del libro, affidata a Franco Masotti, direttore artistico di Ravenna Festival, e Giuseppe Bellosi, autorevole studioso di tradizioni popolari, vedrà la partecipazione delle autrici e del Coro delle Mondine di Medicina.

Tutto grazie al patrocinio del Comune di Ravenna e alla collaborazione di Ravenna Festival, Provincia di Ravenna, Fondazione Casa di Oriani Oriani e Centro per il Dialetto Romagnolo, Circolo Cooperatori Ravennati, Udi di Ravenna e di Bologna. 

 



 

 

 

E’ viaz. Viaggio nella poesia romagnola da Olindo Guerrini a Raffaello Baldini

Letture di Giuseppe Bellosi

Nuovo appuntamento sabato 8 ottobre 2011 alle 20.45 a Castiglione di Ravenna, sala Tamerice (via Vittorio Veneto), nell’ambito delle iniziative proposte dal Centro per il dialetto romagnolo della Fondazione Casa di Oriani, in collaborazione con l’Associazione culturale castiglionese “Umberto Foschi”, la “Schürr” e con il patrocinio del Comune di Ravenna - Assessorato al decentramento.

Giuseppe Bellosi, con E’ viaz, porta in scena le storie e i personaggi creati dai poeti romagnoli, proponendo un viaggio sia attraverso il tempo (dalla fine dell’Ottocento ad oggi) sia attraverso i luoghi, da Sant’Alberto con Olindo Guerrini e Francesco Talanti a Forlì con Aldo Spallicci, dalla campagna ravennate con Mario Bolognesi e Tolmino Baldassari fino a Cesena con Walter Galli e a Santarcangelo con Tonino Guerra, Nino Pedretti e Raffaello Baldini.

Oggi la poesia in dialetto romagnolo costituisce un fenomeno unico all’interno del panorama letterario nazionale (Raffaello Baldini, ad esempio, è ritenuto uno dei maggiori poeti italiani del secondo Novecento). Questa poesia, i cui toni oscillano tra comicità e amarezza, non ha suscitato solo l’attenzione della critica, ma anche l’interesse del pubblico, che ha raggiunto livelli inaspettati.

L’iniziativa è realizzata con il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Ravenna e in collaborazione con la Provincia di Ravenna e la Regione Emilia-Romagna.

 

 

Convegno internazionale Fascinantes étrangetés. La découverte de l'altérité musicale en Europe au xixe siècle, La Côte Saint-André (Isère), 24-28 agosto 2011

Il Centro per il dialetto romagnolo ha partecipato al convegno, dedicato alla scoperta dell'alterità musicale nel XIX secolo, organizzato da Luc-Charles Dominique (Université de Nice Sophia-Antipolis, CIRCPLES), Danièle Pistone (Paris, Sorbonne, Observatoire Musical Français) e Yves Defrance (Université de Rennes II), in collaborazione con CIRIEF (Centre International de Recherches Interdisciplinaires en Ethnomusicologie de la France), Festival Berlioz, Conseil Général de l'Isère.

Il nostro intervento (Cristina Ghirardini, La découverte de la musique du peuple en Romagna au xixe siècle) partiva dai dati sul canto, sul ballo e sull'uso rituale del suono reperibili all'interno delle relazioni redatte in occasione delle inchieste napoleoniche (oggi facilmente consultabili, per quanto riguarda il territorio del Dipartimento del Rubicone, grazie al lavoro di Brunella Garavini che le ha raccolte nel volume da lei curato Tradizioni popolari della Romagna dell'Ottocento, Imola, La Mandragora, 2007, pubblicato dall'Associazione «Istituto Friedrich Schürr») per poi arrivare alle raccolte di “poesia popolare” di Gaspare Bagli, Tomaso Randi e infine Benedetto Pergoli. Se l'interesse di Gaspare Bagli è rivolto principalmente al canto per endecasillabi e ai balli e quello di Tomaso Randi ai balli e ai repertori infantili, Benedetto Pergoli è il primo a raccogliere sistematicamente in Romagna anche i testi di canti narrativi e orazioni, non più in una prospettiva localistica, ma consapevole del lavoro che, dalla metà dell'Ottocento, vari filologi e folkloristi stavano conducendo sul canto popolare in tutto il territorio italiano. Nel Saggio di canti popolari romagnoli di Benedetto Pergoli (Forlì, 1894), inoltre, compaiono le prime trascrizioni musicali, realizzate dal maestro Alberto Pedrelli.

atti del convegno

 

 

Presentazione del libro Storia della musica da ballo romagnola, 1870-1980 di Franco Dell'Amore e concerto della Piccola Orchestra Zaclèn

 sabato 11 giugno 2011 ore 21
 
Realizzato nell'ambito delle iniziative di Licio@museuM di Savignano sul Rubicone (e uscito per i tipi di Pazzini Editore), il volume ricostruisce, in maniera agile e con l'aiuto di un ampio apparato iconografico, le vicende della musica da ballo romagnola, dai balli saltati al cosiddetto ballo liscio.
 Dell'Amore chiarisce come l'origine di quella che è diventata la "musica da ballo romagnola" nulla abbia a che fare con le aie contadine e tenta di spiegare come i romagnoli, anziché farsi rappresentare da un patrimonio musicale popolare che andava esaurendosi, abbiano preferito scegliere un repertorio, giovane di qualche decina d'anni, più accattivante e rispondente alle nuove esigenze mondane.
 A seguire il concerto della Piccola Orchestra Zaclèn, che esegue i balli di Carlo Brighi con l'organico delle ultime formazioni documentate dai manoscritti attualmente conservati nelle Raccolte Piancastelli della Biblioteca Saffi di Forlì: due violini, clarinetto in do, chitarra e contrabbasso.


 

 
 

Convegno internazionale di studi Forme e modelli. La Fotografia come modo di conoscenza. Noto, Facoltà di Scienze della Formazione, Palazzo Giavanti, 7-9 ottobre 2010

La mostra fotografica di Giovanni Zaffagnini ha consentito l'avvio di una ricerca sul cantar maggio, che il Centro per il dialetto romagnolo sta conducendo con la collaborazione di Raffaella Biscioni, i cui primi risultati sono stati presentati al convegno Forme e modelli. La Fotografia come modo di conoscenza organizzato dalla Società Italiana per lo Studio della Fotografia (SISF), la Consulta Universitaria del Cinema (CUC) e la Facoltà di Scienze della Formazione dell'Università degli Studi di Messina (FSFM).

Nella comunicazione preparata per il convegno (Raffaella Biscioni, Cristina Ghirardini, Il maggio delle anime nel fondo Bellosi-Zaffagnini: immagini e suoni) si è concentrata l'attenzione sulle fotografie del cantar maggio realizzate da Zaffagnini nell'ambito della ricerca condotta con Giuseppe Bellosi tra il 1978 e il 1991, che mirava ad individuare le aree di diffusione del “maggio delle anime” entro i confini linguistici della Romagna, le continuità e discontinuità riscontrate nel corso del tempo e a documentarne i repertori cantati e gli aspetti cerimoniali.

http://www.sisf.eu/downloads/Programma%20Convegno%20Forme%20e%20modelli%20-%20Noto%207-9%20ottobre%202010.pdf


 

Siamo qua con canti e suoni. I canti rituali dell'Epifania e di Calendimaggio in Romagna. Fotografie di Giovanni Zaffagnini

 La prima iniziativa promossa dal Centro per il dialetto è la mostra Siamo qua con canti e suoni organizzata con la collaborazione della Provincia di Ravenna e con il fondamentale contributo della Federazione delle Cooperative. La mostra è stata allestita alla Biblioteca Oriani (dal 5 al 20 giugno 2010), al Cardello a Casola Valsenio (dal 9 al 24 ottobre 2010) e ai Magazzini del Sale di Cervia (dal 6 al 30 gennaio 2011).
 L'esposizione presenta una serie di fotografie, realizzate da Giovanni Zaffagnini nel corso di una lunga ricerca sul campo effettuata con Giuseppe Bellosi negli anni Settanta e Ottanta, che illustrano due fra i rituali più diffusi nella tradizione popolare: la “pasquella”, presente in gran parte della Romagna, e il “maggio delle anime”, documentato principalmente nella Valle del Senio e nella Romagna toscana. Elemento comune è la presenza di canti di questua, eseguiti da gruppi di persone che percorrono le strade dei paesi e le campagne durante la notte, fermandosi a cantare di casa in casa.
 La mostra ha il patrocinio dell’Istituto per i beni culturali della Regione Emilia-Romagna e della Società Italiana per lo Studio della Fotografia.
 

Progetto allestimento di Wladimiro Bendandi D+

Produzione multimediale Giuliano Ciabatta (AudioEnjoy)

 Catalogo, curato da Cristina Ghirardini, realizzato da Longo Editore.