Fondazione Casa di Oriani
Alfredo Oriani

Biografia

Oriani_1.jpgNasce a Faenza il 22 agosto 1852 da Luigi e da Clementina Bertoni. Gli Oriani erano originari di Oriano, castello dell’alta valle del Senio, e si sparsero in tutta la zona nel corso dei secc. XVI-XVII. Verso la fine del ‘600 acquistarono le terre e la casa denominate “Le Banzole” presso Tossignano. Oriani firmerà le sue prime opere con lo pseudonimo di Ottone di Banzole.
Collocato nel 1862, a dieci anni nel Collegio San Luigi di Bologna tenuto dai Barnabiti, vi restò fino al 1866. Frattanto il padre, rimasto vedovo, si era ritirato a vivere stabilmente a Casola Valsenio, nella tenuta del Cardello acquistata nel 1855.
Fra i sedici e i venti anni Alfredo studiò a Roma presso la Pontificia Sapienza e si laureò in legge (a Napoli), rifiutandosi tuttavia di esercitare l’avvocatura come era nei desideri del padre. Dal 1872 visse al Cardello, dove scrisse tutte le opere e dove morì il 18 ottobre 1909.
Nel 1876 pubblicò il suo primo romanzo Memorie inutili, a cui seguirono diverse altre opere che non incontrarono il successo sperato. Al tempo stesso conduceva vita solitaria nella sua villa “Il Cardello”, salvo recarsi talora a Faenza e a Bologna per incontrarsi con pochi amici.
Il massacro dei soldati italiani a Dogali nel 1887 lo convinse a fare della riflessione politica l’oggetto principale della sua attività: pubblicò così la raccolta di scritti Fino a Dogali a cui seguirono le più impegnative La lotta politica in Italia e La Rivolta Ideale. Era stato eletto per la prima volta nel 1885 alla deputazione provinciale di Ravenna per il collegio di Casola fra le fila dei progressisti e nell’89 venne eletto anche nel consiglio comunale di Faenza da cui si dimise subito ormai assorbito totalmente dalla stesura della Lotta politica, che uscì a sue spese nel 1892. Si presentò alle elezioni politiche del ’92, senza successo, e ancora alle elezioni comunale del ’95, stavolta nelle file dei moderati, spinto dalla politica coloniale. Chiamato a Roma dal Crispi per la campagna elettorale del 1894, al primo colloquio in stazione, si urtò immediatamente con lo statista siciliano e ritornò definitivamente in Romagna.
In quegli anni si susseguirono anche una serie di disavventure familiari: la morte del padre, la nascita del figlio Ugo da un relazione con la cameriera, la cacciata della madre del figlio per dicerie più o meno infondate, l’allontanamento della sorella, esasperata, dal Cardello che lo lasciò solo con Ugo. Sono il segno di un fallimento personale e familiare che segue l’altro fallimento di natura politica e storiografica. Sola novità soddisfacente in quegli anni il commento alle vicende politiche e sociali, a partire dal 1898, quando cominciò ad avere collaborazioni regolari, anche se tutt’altro che facili, con diversi giornali. Qualche anno dopo, nel 1902, la sua perenne passione per l’allora incipiente ciclismo, gl’ispirò il volume Bicicletta.
Aveva ripreso il filone letterario, ma la passione politica non lo abbandonò. Scrisse così la Rivolta ideale, che, dopo il rifiuto di molti editori, fu pubblicata nel 1908 a Napoli. L’anno successivo in un saggio di pieno riconoscimento dell’opera di Oriani Croce pose il fondamento a quella larga fama a cui Oriani aveva morbosamente aspirato, ma che non comincerà a sorridergli se non negli ultimi suoi mesi, ormai malato di cuore, precocemente invecchiato e più che mai disgustato dalla vita. Muore il 18 ottobre 1909.
Vittima di un volgare strumentalizzazione durante il periodo fascista, quando conobbe un successo straordinario dal momento che Mussolini lo individuò come precursore del fascismo, fu poi nuovamente dimenticato. Solo in questi ultimi anni la sua opera è stata riscoperta e studiata con nuova lena, come figura straordinariamente rappresentativa del suo tempo, della crisi politica e culturale vissuta dal nostro Paese fra la fine dell’Ottocento e gli inizi del Novecento.

Bibliografia essenziale:

Memorie inutili, Milano, Sonzogno, 1876.
Al di là , Milano, Galli, 1877.
Gramigne, Bologna, Monti, 1878.
Monotonie, Bologna, Zanichelli, 1878.
No, Milano, Faverio, 1881.
Quartetto, Milano, Galli, 1883.
Matrimonio, Firenze, Barbera, 1886.
Fino a Dogali, Milano, Galli, 1889.
La lotta politica in Italia, Torino, L. Roux, 1892.
Il nemico, Milano, L. Omodei Zorini, 1894.
Gelosia, Milano, L. Omodei Zorini, 1894.
Cristo alla festa di Purim, Bologna, Andreoli, 1895.
La disfatta, Milano, F.lli Treves, 1896.
Pro Candia, Faenza, Tipografia sociale, 1897.
Vortice, Milano, Battistelli, 1899
Ombre di Occaso, Bologna, Beltrami, 1901.
La Bicicletta, Bologna, Zanichelli, 1902.
Olocausto, Milano, Sandron, 1902.
Oro, incenso, mirra, Roma, s.n., 1904.
La rivolta ideale, Napoli, Ricciardi, 1908.
Opera omnia, Bologna, Cappelli, 1923-1933.
Le lettere, Bologna, Cappelli, 1958.


All logos and trademarks in this site are property of their respective owner.
The comments are property of their posters, all the rest © 2005 Fondazione Casa di Oriani
Web site engine based on PHP-Nuke. PHP-Nuke is Free Software released under the GNU/GPL license.