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Notiziario


ORARI ESTATE 2018

Avvisiamo i gentili lettori che la Biblioteca della Fondazione Casa di Oriani chiuderà dal 6 al 18 agosto 2018
 
Riaprirà lunedì 20 agosto 2018 con il consueto orario: dal lunedì al venerdì dalle 8.30 alle 13.30 / martedì e giovedì dalle 15.00 alle 18.30
 
 
Gli Archivi del Novecento rimarranno chiusi per l'intero mese di agosto 2018. Riapriranno regolarmente giovedì 6 settembre 2018
 
Buone vacanze
Fondazione Casa di Oriani

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"Oltre il muro, una voce"

Oltre il muro, una voce

 

presentazione del trailer “Oltre il muro, una voce” del Coordinamento delle Case Museo dei Poeti e degli Scrittori di Romagna, nell’ambito della rassegna regionale “Dove abitano le parole”, promossa da Ibc Regione Emilia-Romagna

 

 

trailer

 

 

 

 

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#doveabitanoleparole2018

 

per info

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Convegno: Tutti giù per terra!

Venerdì 11 maggio, con inizio alle ore 15, si terrà presso la Sala Spadolini della Biblioteca Oriani il convegno Tutti giù per terra! Violenze politiche ed iconoclastia dall’antichità ad oggi. L’incontro, organizzato dall’Associazione Amici di Memoria e Ricerca insieme con la Fondazione Casa di Oriani e il Dipartimento di Beni Culturali dell’Università di Bologna, trae spunto dalla pubblicazione dell’ultimo numero di «Memoria e Ricerca», la rivista di storia contemporanea promossa dalla della Fondazione Oriani, dedicato al tema dell’iconoclastia nel XIX secolo, per allargare l’analisi a un arco cronologico più ampio, dalla remota antichità fino alle polemiche sul patrimonio monumentale del fascismo in Italia, passando per la distruzione dei simboli del comunismo sovietico nei Paesi dell’Est Europa e i recenti episodi di violenza iconoclastica nel Vicino Oriente.

Il convegno che verrà aperto dai saluti dell’assessora alla Cultura del Comune di Ravenna Elsa Signorino e del presidente della Fondazione Oriani Sandro Rogari e sarà presieduto dal prof. Antonio Panaino dell’Università di Bologna, vedrà, nell’ordine, gli interventi di: Arianna Arisi Rota (Università di Pavia), Relazione introduttiva; Christian Greco (Direttore Museo Egizio Torino), Anche le statue muoiono; Clelia Mora (Università di Pavia) e Carlo Lippolis (Università di Torino), Iconoclastia nell’antichità, iconoclastia contro l’antichità. Uno sguardo sul vicino Oriente; Antonella Salomoni (Università della Calabria), “Leonipad”. Lenin in frantumi; Massimo Baioni (Università di Milano), Demolire il Littorio? La controversa eredità della simbologia fascista nell’Italia repubblicana.

 

 

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Presentazione: L'ala di Berardi: storia di un grattacielo mai costruito a Lido Adriano

Fino agli anni Sessanta del ‘900 Lido Adriano era poco più che una landa desolata, quando una vendita tanto azzardata quanto innovativa scombinò gli scenari e diede il via alla lottizzazione. Negli intenti programmatici dei primi progettisti quell’area non doveva essere lasciata alla speculazione selvaggia, ma doveva diventare una sorta di città di fondazione, la cui pietra angolare era un imponente skyscraper, un grattacielo firmato dal maestro dei palazzi-torre dell’Adriatico, Eugenio Berardi, il piantatore di grattacieli. Questo libro a lui dedicato esce nel 40º anniversario della sua scomparsa. 

Cinquant’anni dopo il progetto Ala, Lido Adriano è ancora alla ricerca di un’identità urbana definita, pur rappresentando uno dei più interessanti melting pot italiani. Cinquant’anni dopo, gli autori cercano di ricostruire i labirinti della politica, delle ideologie, dei progetti e dei sogni di quei protagonisti degli anni Sessanta, lasciando al lettore la possibilità di conoscere, di ricordare e di schierarsi ancora una volta, così da poter tuttora ripensare Lido Adriano come una sfida alla contemporaneità globalizzata.

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"La democrazia delle donne. I Gruppi di difesa della donna nella costruzione della Repubblica (1943 – 1945)"

Il libro è risultato di una ricerca, condotta su scala nazionale, sui “Gruppi di difesa della donna”, organizzazione femminile non armata attiva nella Resistenza. Una realtà trasversale che ambiva a unire tutte le donne in lotta contro il nazifascismo, non solo supportando la guerra partigiana nelle sue esigenze primarie, ma anche dando vita a numerose azioni di protesta civile, dalle rivendicazioni di carattere annonario alle varie forme di resistenza collettiva contro le rappresaglie e le violenze dell’esercito occupante. Un capitolo significativo della Resistenza, dunque, pressoché dimenticato dalla storiografia e dalla memoria collettiva, nonché un momento fondamentale nel percorso di formazione democratica e civile, nel quale le donne hanno gettato le basi della propria cittadinanza.
Laura Orlandini, è ricercatrice presso l’Istituto storico della Resistenza e dell’età contemporanea di Ravenna e provincia, e collabora con diversi istituti culturali ravennati in progetti didattici e di ricerca. Si è dottorata all’Universitat “Pompeu Fabra” di Barcellona dove si è occupata di anticlericalismo e laicismo tra Italia e Spagna nel primo Novecento. Autrice di alcuni studi sulla Settimana rossa, ha dedicato molta della sua attività di ricerca alla storia ravennate e romagnola. Collabora attivamente con l’Archivio Udi ravennate e si è occupata di Resistenza e partecipazione femminile al processo di costruzione democratica. Nel 2015-16 è stata assegnataria di una borsa di studio indetta dalla Fondazione “Nilde Iotti” per condurre una ricerca su scala nazionale sui Gruppi di difesa della donna, i cui risultati sono pubblicati in questo libro.
La pubblicazione è stata possibile grazie al contributo dell’Istituto storico della Resistenza e dell’età contemporanea di Ravenna e provincia, con la collaborazione di: Istituto storico della Resistenza e dell’età contemporanea di Forlì-Cesena, Udi Ravenna, Udi Forlì, Associazione nazionale archivi Udi, Rete regionale archivi Udi Emilia Romagna.

 

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Riscrivere la Storia: incontri tra letteratura e memoria

Quattro incontri per riscoprire la storia contemporanea. Nasce “Riscrivere la storia”: narratori che rileggono la storia del ‘900 per raccontarla al tempo presente. I dialoghi pubblici si svolgeranno dal 14 aprile al 5 maggio presso la Biblioteca di storia contemporanea “A. Oriani”. Il percorso vede la collaborazione tra ScrittuRa festival, Fondazione Casa di Oriani e l’Assessorato all’Istruzione del Comune di Ravenna in quattro appuntamenti aperti al pubblico e quattro riservati agli studenti delle scuole superiori. Il programma è curato da Matteo Cavezzali e Alessandro Luparini, che coordineranno gli incontri con gli autori.  

I personaggi, le vite, i luoghi che hanno fatto la storia, raccontati dai grandi autori contemporanei. Una serie di incontri per osservare meglio ciò che siamo stati ieri, per comprendere chi siamo oggi. 
Il programma inizia sabato 14 aprile alle 11 con un incontro sulla Rivoluzione d’ottobre, ospite lo scrittore Davide Orecchio  autore di “Mio padre la rivoluzione” (Minimumfax), una raccolta di racconti, ritratti, biografie impossibili e reportage di viaggio attorno alla storia e al mito della Rivoluzione russa, dai protagonisti dell’ottobre 1917 (Lenin, Stalin e Trockij) a personaggi minori ma non per questo meno affascinanti. Davide Orecchio lavora sulla storia con gli strumenti della letteratura, ne racconta versioni altre e ne esplora possibilità non accadute.

Lunedì 16 aprile alle 18 si parlerà di Caporetto con Paolo Malaguti autore di “Prima dell’alba” (Neri Pozza) un romanzo che, attraverso le indagini sulla misteriosa morte di Andrea Graziani, il «generale fucilatore» distintosi per la feroce brutalità verso i sottoposti, fa luce su una delle pagine più oscure della storia italiana.

Mercoledì 18 aprile alle 18 la scrittrice Helena Janeczek parlerà della guerra civile di Spagna attraverso le pagine de “La ragazza con la Leica” (Guanda). Il romanzo, candidato al Premio Strega 2018, racconta la vita di Gerda Taro, la prima fotografa caduta su un campo di battaglia a soli 26 anni, durante la guerra civile di Spagna. Accanto a lei il suo compagno Robert Capa, che diventerà icona della fotografia di guerra. 

L’ultimo incontro sarà sabato 5 maggio alle 11. Si parlerà del caso Moro con Antonio Ferrari, giornalista del Corriere della Sera e autore del libro best seller “Il segreto” (Chiarelettere). Il romanzo-verità sull’Italia dei giorni del rapimento Moro, per anni tenuto nascosto. 

"Questa collaborazione dell'Assessorato all'istruzione nasce dall'urgenza che sentiamo sul tema della conoscenza della storia contemporanea e dell'attualità da parte delle nuove generazioni. Purtroppo si rischia di non affrontare certi passaggi cruciali della storia contemporanea italiana, europea e mondiale sui banchi di scuola - ha affermato Ouidad Bakkali, Assessora all’Istruzione del Comune di Ravenna. - Questo vuoto può determinare la non comprensione del presente complesso che viviamo in termini politici, economici e di relazioni internazionali. Anche questo progetto è da annoverarsi nella progettualità più ampia sull'educazione civica proposta alle scuole di Ravenna".

Hanno già aderito al progetto il Liceo Classico Dante Alighieri, Liceo Artistico Nervi Severini, Liceo Scientifico A.Oriani e ITE G. Ginanni. Tutti gli incontri sono aperti al pubblico e gratuiti.

 

 

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"Italia immaginata. Sentimenti, memorie e politica fra Otto e Novecento"

Domani, venerdì 6 aprile, alla Biblioteca Oriani si terrà la presentazione del volume di Fulvio Conti Italia immaginata. Sentimenti, memorie e politica fra Otto e Novecento (Pacini, 2017). L’autore ne discuterà con Massimo Baioni (Università di Siena) e Paolo Cavassini (ricercatore e saggista). Coordina il direttore della Fondazione Oriani, Alessandro Luparini.

Il libro - Il libro del prof. Conti, ordinario di Storia contemporanea presso l’Università di Firenze, s’inserisce in un filone di studi molto proficuo, quello che indaga la sfera emozionale della politica, la dimensione simbolica e rituale, la costruzione delle identità, le memorie pubbliche e private, le rappresentazioni collettive. Nella fattispecie il volume si concentra su alcuni importanti fenomeni che hanno caratterizzato l’Ottocento e il primo Novecento italiano: la partecipazione femminile al Risorgimento, l’influenza esercitata dalle relazioni affettive nell’evoluzione del sentimento patriottico e della fede politica, il culto dei “martiri” caduti nelle lotte per l’indipendenza e la libertà della Patria, l’uso pubblico della figura di Dante Alighieri quale simbolo per antonomasia di italianità, il ruolo della tradizione scientifica nella edificazione dell’identità nazionale, il contributo che la Massoneria ha dato a questo processo, la complessa eredità del Risorgimento e le divisioni, ancora oggi vive, che esso ha lasciato nell’immaginario collettivo degli italiani.

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5xmille una firma per Casa Oriani

 

 

 

 

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Il cattolicesimo italiano e la Grande Guerra

I cattolici italiani e la Grande Guerra

Sala Spadolini, Biblioteca Oriani

Via Corrado Ricci 26 Ravenna

23 marzo 2018, ore 17.00

 

 

Venerdì 23 marzo, alle ore 17, si terrà presso la Sala Spadolini della Biblioteca di storia contemporanea “A. Oriani”, l’incontro di studio Il cattolicesimo italiano e la Grande Guerra. L’iniziativa trae lo spunto dalla pubblicazione del volume collettaneo I cattolici faentini e l“inutile strage”. Carlo Mazzotti un prete pacifista (Homeless Book, 2016), incentrato sulla figura del sacerdote faentino don Carlo Mazzotti (1880-1980), animatore del battagliero foglio torinese «Il Savonarola» che fu la principale voce del pacifismo intransigente cattolico durante la Grande Guerra. Sarà un’occasione, nel centenario del primo conflitto mondiale, per ripensare le diverse posizioni del cattolicesimo italiano dinanzi a quella tragedia epocale, non solo quelle del neutralismo pacifista ma anche quelle riconducibili alle varie correnti interventiste, a partire dall’interventismo democratico della Lega democratica nazionale di Giuseppe Donati. Interverranno, coordinati dal direttore della Fondazione Oriani Alessandro Luparini, alcuni degli autori del volume: Silvia Fanti, Alberto Fuschini, Laura Orlandini, Gian Luigi Melandri.

L’incontro è organizzato in collaborazione con Il Centro Studi “Donati” di Ravenna e l’Istituto Storico della Resistenza e dell’età Contemporanea in Ravenna e Provincia.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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