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Notiziario


Alla Biblioteca Oriani due libri su Merkel e Draghi per riflettere sull’Europa che verrà

Prende il via, presso la Sala Spadolini della Biblioteca di Storia Contemporanea “A. Oriani”, la rassegna Da Merkel a Draghi? Riflessioni sull’Europa che viene, con la partecipazione di due delle firme più autorevoli del giornalismo politico italiano. Si inizia venerdì 3 dicembre alle ore 17.30 con la presentazione del volume di Massimo Nava, Angela Merkel. La donna che ha cambiato la storia (Rizzoli 20021). Nava, editorialista di politica internazionale per il «Corriere della Sera», già autore di alcuni dei più importanti reportage sulla caduta del muro di Berlino e la riunificazione tedesca, le guerre nella ex Jugoslavia, il genocidio in Ruanda, nonché saggista e romanziere, ne discuterà con Donatella Campus (Università di Bergamo) e Michele Marchi (Università di Bologna).

La rassegna, organizzata dalla Fondazione Casa di Oriani in collaborazione con il Dipartimento di Beni Culturali dell’Università di Bologna, proseguirà sabato 11 dicembre alle ore 11, con la presentazione del libro di Roberto Napoletano, Mario Draghi. Il ritorno del Cavaliere bianco (La Nave di Teseo 2021), in dialogo con Antonio Patuelli.

 

L’accesso alle iniziative è riservato ai possessori di certificazione verde (green pass), fatte salve le eccezioni previste dalla normativa vigente. Per l’accesso e la permanenza in sala è obbligatorio l’uso della mascherina.

Informazioni: 0544 214767, informazioni@bibliotecaoriani.it

 

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Alla Biblioteca Oriani una conferenza sulle vie d’acqua tra Ravenna e Venezia in età antica

Si terrà sabato 20 novembre con inizio alle ore 17.30, presso la Biblioteca di Storia Contemporanea “A. Oriani”, una conferenza del Prof. Lorenzo Braccesi sul tema Le vie d’acqua tra Ravenna e Venezia in età antica. L’iniziativa è organizzata di concerto con la Biblioteca Nazionale Marciana di Venezia, con la quale la Fondazione Casa di Oriani ha da anni avviato un proficuo rapporto di collaborazione in forza di una apposita convenzione. La conferenza dell’illustre Prof. Braccesi, già ordinario di storia greca nelle Università di Torino, Venezia e Padova, sarà preceduta dai saluti del direttore della Biblioteca Marciana, dott. Stefano Campagnolo, e del direttore della Fondazione Oriani dott. Alessandro Luparini. 

L’accesso all’iniziativa è riservato ai possessori di certificazione verde (green pass), fatte salve le eccezioni previste dalla normativa vigente. Per l’accesso e la permanenza in sala è obbligatorio l’uso della mascherina.

Info e prenotazioni: 0544 214767, informazioni@bibliotecaoriani.it

 

 

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La Biblioteca Oriani torna alla piena capienza e funzionalità

A partire da lunedì 8 novembre 2021, la Biblioteca di storia contemporanea “A. Oriani” ritorna finalmente alla piena capienza e funzionalità. Con il ripristino del servizio di reference al primo piano riapre infatti anche la principale sala studio, intitolata a Giovanna Bosi Maramotti, riportando così a due le sale a disposizione del pubblico. In attesa che la biblioteca si doti di uno spazio emeroteca apposito, il tavolo davanti al reference sarà allestito a punto lettura con la possibilità per gli utenti di consultare liberamente riviste specialistiche e divulgative di storia, politica e società, oltre a una selezione dei più importanti quotidiani e periodici nazionali e locali.

La biblioteca osserva i seguenti orari:

lunedì: 8.30-13.30; 15.00-18.30

martedì: 8.30-13.30

mercoledì: 8.30-13.30; 15.00-18.30

giovedì: 8.30-13.30; 15.00-18.30

venerdì: 8.30-13.30

 

L’accesso ai locali e ai servizi della biblioteca resta condizionato al possesso di certificazione verde covid 19 (green pass) e all’utilizzo della mascherina.

 

 

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Colonialismo alla Biblioteca Oriani

Continua venerdì 29 ottobre alle ore 17.30, presso la Biblioteca di Storia Contemporanea “A. Oriani”, la rassegna InContemporanea. La storia si fa in biblioteca. La presentazione dei volumi di Mattia Randi, Faenza coloniale. La città, Francesco Carchidio e l’Africa, e Alberto Fuschini, Faenza e l’oltremare. Storia e dibattito sulle guerre coloniali (White Line 2018, 2019), sarà l’occasione, partendo da una prospettiva regionale, per una riflessione sulle guerre coloniali italiane di fine Ottocento. Luoghi, vicende, personaggi, come il capitano faentino Francesco Carchidio, caduto in battaglia in Sudan il 17 luglio 1894 (primo ufficiale italiano a riconoscere il figlio avuto da una donna eritrea, quel Michele Carchidio che sarebbe divenuto tenente colonnello del Regio esercito), rappresentazioni e polemiche di una pagina controversa e ancora poco conosciuta della storia d’Italia. Nel corso dell’incontro, coordinato dal direttore della Biblioteca Oriani Alessandro Luparini, saranno proiettate delle fotografie d’epoca, scattate tra l’Abissina e il Sudan da un ignoto ufficiale italiano. Le immagini (fra cui le due che qui pubblichiamo), conservate presso il Museo del Risorgimento e dell’Età Contemporanea di Faenza, costituiscono una straordinaria e unica raccolta di scene di vita quotidiana, di attività religiose, commerciali e militari delle genti del posto, oltre a documentare località, città e territori come li videro gli osservatori del tempo.

 

L’accesso all’iniziativa è riservato ai possessori di certificazione verde (green pass), fatte salve le eccezioni previste dalla normativa vigente. Per l’accesso e la permanenza in sala è obbligatorio l’uso della mascherina.

 

 

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Una mostra ripercorre la storia del Partito Comunista Italiano in Emilia-Romagna

A conclusione delle iniziative per ricordare i cento anni dalla nascita del Partito Comunista Italiano, il prossimo lunedì 25 ottobre, alle ore 17.30 alla Biblioteca “Oriani” di Ravenna, verrà inaugurata una mostra che ne ripercorre l’esistenza in Emilia-Romagna.

La mostra è organizzata dalla Fondazione Bella Ciao insieme alla Fondazione Duemila.

«Questa regione – si legge in una nota degli organizzatori – è stata, durante tutta la storia del Pci, un luogo speciale dove radicamento sociale, funzione di governo, contraddizioni tra forti componenti ideologiche e riformismo pratico sono stati più vasti e duraturi. È dunque alla storia di questa regione e dei suoi territori che la mostra guarda, poiché qui il Pci non fu un corpo di propagandisti, ma erede e rappresentante di sentimenti e istanze popolari largamente diffuse, che fu capace di tradurre in politica e in azione pratica».

La mostra resterà aperta fino al prossimo 5 novembre, secondo gli orari di apertura della Biblioteca.

All’inaugurazione parleranno Alessandro Luparini, direttore della Fondazione Casa di Oriani, Fabio Sbaraglia, assessore comunale alla Cultura, Guido Ceroni, coordinatore del Comitato Scientifico della Fondazione Bella Ciao. Saranno presenti Primo Pezzi e Daniele Buda, Presidenti rispettivamente del c.d.a. e del Comitato di indirizzo della Fondazione Bella Ciao, e Giuseppe Masetti, Direttore dell’Istituto Storico della Resistenza e dell’Età Contemporanea di Ravenna.

https://www.parteciparelademocrazia.it/

 

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Le sale studio della Biblioteca Oriani tornano alla normale capienza

La Direzione della Fondazione Casa di Oriani comunica che, in ottemperanza del DL 8/10/2021 nr. 139, art. 2, a fare data dal giorno venerdì 15 ottobre 2021 e fino a diversa disposizione, le sale studio della Biblioteca di Storia Contemporanea “A. Oriani” riapriranno al pubblico con la normale capienza e senza obbligo di prenotazione del posto. L’accesso alle sale studio e in genere ai locali della Biblioteca resta condizionato al possesso di certificazione verde Covid 19 e all’utilizzo della mascherina.

Vi aspettiamo numerosi!!!

 

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Alla Biblioteca Oriani si racconta l’Ucraina

Continua venerdì 15 ottobre alle ore 17.30, presso la Biblioteca di Storia Contemporanea “A. Oriani”, la rassegna InContemporanea. La storia si fa in biblioteca. È la volta dei due volumi di Abbecedario Ucraino (Gaspari, 2018, 2021) di Massimiliano Di Pasquale. I libri, strutturati come dizionari tematici, raccontano l’Ucraina a 360 gradi con ricchezza di dati e rigore scientifico, ma al contempo con taglio divulgativo: storia, geopolitica, cultura, tradizioni di un Paese al centro di accesi dibattiti e di molta disinformazione. Di Pasquale, ucrainista ed esperto di Paesi post-sovietici, è ricercatore associato dell’Istituto “Gino Germani” di scienze sociali e studi strategici, autore di numerose monografie e collaboratore d’importanti testate specialistiche online. L’autore ne discuterà con il direttore della Biblioteca dott. Alessandro Luparini. 

L’accesso all’iniziativa è riservato ai possessori di certificazione verde (green pass), fatte salve le eccezioni previste dalla normativa vigente. Per l’accesso e la permanenza in sala è obbligatorio l’uso della mascherina.

 

Info e prenotazioni: 0544 214767, informazioni@bibliotecaoriani.it

 

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Alla Biblioteca Oriani un libro su Italo Balbo

Continua venerdì 8 ottobre alle ore 17.30, presso la Biblioteca di Storia Contemporanea “A. Oriani”, la rassegna InContemporanea. La storia si fa in biblioteca. È la volta del volume collettaneo, curato dal prof. Andrea Baravelli, Il fascismo in persona. Italo Balbo, la storia e il mito (Mimesis 2021). Il libro ricostruisce attraverso una serie di saggi la vicenda emblematica di Italo Balbo, lo squadrista, il quadrunviro della marcia su Roma (e prima ancora il capo della marcia su Ravenna del settembre 1921), il “trasvolatore” atlantico, il governatore della Libia, sicuramente il gerarca fascista più carismatico e più celebre della sua epoca, tanto da essere considerato, a torto o ragione, l’unico vero antagonista di Mussolini dentro il regime. Andrea Baravelli, ravennate, professore associato di Storia Contemporanea all’Università di Ferrara, coordina, per conto dell’Istituto di Storia Contemporanea di Ferrara, il gruppo di ricerca istituito per la valorizzazione scientifica del fondo “Famiglia Paolo Balbo”. L’autore ne discuterà con il direttore della Biblioteca dott. Alessandro Luparini. 

 

L’accesso all’iniziativa è riservato ai possessori di certificazione verde (green pass), fatte salve le eccezioni previste dalla normativa vigente. Per l’accesso e la permanenza in sala è obbligatorio l’uso della mascherina. Per garantire l’opportuno distanziamento i posti sono limitati, è quindi fortemente raccomandata la prenotazione.

Info e prenotazioni: 0544 214767, informazioni@bibliotecaoriani.it

 

 

 

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Nuovo ciclo della rassegna InContemporanea. La storia si fa in biblioteca

Prende il via venerdì 1° ottobre alle ore 17.30, presso la Biblioteca di Storia Contemporanea “A. Oriani”, il nuovo ciclo della rassegna InContemporanea. La storia si fa in biblioteca.

Si inizia con la presentazione del volume collettaneo, curato dalla dott.ssa Paola S. Salvatori, Il fascismo e la storia (Edizioni della Normale 2021). Il volume, articolato in 12 saggi, riflette sull’uso politico strumentale dell’analogia storica durante il ventennio fascista. Attraverso una propaganda capillare, realizzata con l’attiva collaborazione del mondo della cultura e ricorrendo a tutti i mezzi di comunicazione dell’epoca, la storia, dall’antica Roma al Risorgimento, passando per il Medioevo e la Rivoluzione francese, con anche incursioni nel mondo del futuro e del fantastico, venne piegata alle esigenze di autorappresentazione e di consenso del regime. La stessa figura di Mussolini fu in questo modo innestata in una narrazione unitaria dell’intera vicenda italiana, di cui egli portava a compimento, perfezionandole, le tendenze più profonde. Paola S. Salvatori è contrattista di ricerca presso la Scuola Normale Superiore di Pisa e docente a contratto di Comunicazione storica presso l’Università degli Studi Roma Tre. Discuteranno con lei i professori Andrea Baravelli (Università di Ferrara) e Massimo Baioni (Università di Milano). 

 

L’accesso all’iniziativa è riservato ai possessori di certificazione verde (green pass), fatte salve le eccezioni previste dalla normativa vigente. Per l’accesso e la permanenza in sala è obbligatorio l’uso della mascherina. Per garantire l’opportuno distanziamento i posti sono limitati, è quindi fortemente raccomandata la prenotazione.

 

Info e prenotazioni: 0544 214767, informazioni@bibliotecaoriani.it

 

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Il “Dante della Vittoria”. Le celebrazioni dantesche del 1921 a Ravenna, tra mistica della nazione e violenza politica

Il ciclo d’iniziative culturali “Dante Contemporaneo. La Fondazione Casa di Oriani per il VII Centenario” si conclude sabato 25 settembre con il convegno di studi Il “Dante della Vittoria”. Le celebrazioni dantesche del 1921 a Ravenna, tra mistica della nazione e violenza politica.

Ultimo rifugio terreno di Dante Alighieri, Ravenna fu protagonista delle grandi celebrazioni del VI centenario della morte del Sommo Poeta. In un clima generale reso incandescente dall’espansione del fenomeno fascista, su cui, a livello locale, s’innestava l’atavica rivalità tra socialisti e repubblicani acuita dalla frattura interventista e dai lunghi strascichi del “fronte interno” sino all’impresa fiumana, le commemorazioni dantesche del settembre 1921 (inaugurate un anno prima dalla visita a Ravenna del ministro della Pubblica Istruzione Benedetto Croce), finirono per assumere una decisa connotazione politica. Al centro, luogo fisico e simbolico al contempo, ara consacrata al culto laico della nazione, il settecentesco sepolcro opera di Camillo Morigia, già meta in passato, nel 1908 e nel 1911, di “pellegrinaggi” patriottici degli irredenti triestini, istriani e giuliano-dalmati. E intorno al quale, non a caso, accompagnata da numerose violenze contro le sedi delle organizzazioni “rosse”, si concluse la scenografica, imponente “marcia” fascista guidata da Italo Balbo e Dino Grandi; quasi un’anticipazione di quella su Roma dell’anno successivo. Evento che vide, fra le altre cose, il battesimo della camicia nera come divisa ufficiale dello squadrismo. Sullo sfondo, la figura di Gabriele D’Annunzio, l’eremita di Gardone, fisicamente assente ma punto di riferimento ideale per larga parte dello schieramento “nazionale”.

Il convegno, organizzato con la Fondazione Libro Aperto, intende riflettere su tutti questi temi, offrendo una panoramica quanto più possibile esaustiva degli avvenimenti. Gli atti del convegno saranno pubblicati sull’annale della Fondazione Casa di Oriani, «I Quaderni del Cardello» (editore «Ponte Vecchio», Cesena).

 

Questo l’ordine degli interventi:

 

Sessione mattutina, 9.30-13.00

 

Sandro Rogari, Un poeta “antemarcia”. Le celebrazioni dantesche fra Firenze e Ravenna

 

Antonio Patuelli, Benedetto Croce per il sesto centenario della Morte di Dante a Ravenna

 

Valentina Raimondo, Per una nuova iconografia dantesca. Adolfo de Carolis e gli altri artisti del Sesto centenario

 

Benedetto Gugliotta, “Libertà vo cercando". Doni votivi, arte e "robaccia" nelle collezioni museali dantesche del Comune di Ravenna

 

 

Sessione pomeridiana, 15.00-18.00

 

Andrea Baravelli, “Fu il sangue mio d’invidia sì rïarso”. L’Amministrazione Buzzi, e le celebrazioni del 1921

 

Giustina Manica, Le celebrazioni dantesche nella lettura socialista e della Camera del lavoro

 

Paolo Cavassini, “Prigione del mio cruccio, schiavo della mia azione”. Gabriele D’Annunzio drammaturgo a distanza delle celebrazioni ravennati

 

Alessandro Luparini, “Presso all’urna dove dorme il Padre spirituale della nazione”. La marcia fascista su Ravenna

 

 

L’accesso all’iniziativa è riservato ai possessori di certificazione verde (green pass), fatte salve le eccezioni previste dalla normativa vigente. Per l’accesso e la permanenza in sala è obbligatorio l’uso della mascherina. Per garantire l’opportuno distanziamento i posti sono limitati, è quindi fortemente raccomandata la prenotazione.

 

 

Info e prenotazioni: 0544 214767, informazioni@bibliotecaoriani.it

 

13 settembre 1921, le camicie nere della “marcia” fascista su Ravenna posano dinanzi alla tomba di Dante.  Vi si distinguono i due capi della spedizione, Italo Balbo e Dino Grandi (unico in borghese). In mezzo a loro la madre di Francesco Baracca, la contessa Paolina de’ Biancoli, presente con il marito Enrico (nella foto, alla sinistra di Grandi) alle celebrazioni dantesche. A lei, in rappresentanza di tutte le “madri di guerra”, era spettato l’onore di spargere sul sepolcro le fronde di lauro offerte in dono votivo da Gabriele D’Annunzio (foto di Ulderico David, Fondazione Casa di Oriani).

 

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