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Il fondo bibliografico

Il patrimonio librario e manoscritto lasciato da Umberto Foschi costituisce il nucleo di partenza per la realizzazione di un fondo bibliografico specialistico inerente i dialetti e la letteratura dialettale della Romagna, l'etnografia, l'etnomusicologia. Con la collaborazione dell’IBC inoltre si intende avviare la digitalizzazione di saggi, articoli e contributi vari inerenti gli ambiti di interesse del Centro, a partire da quelli pubblicati nelle riviste che hanno avuto un ruolo particolarmente significativo nell'influenzare le ricerche sul dialetto e le tradizioni popolari in Romagna, che hanno alimentato questioni identitarie e sono state determinanti nell'elaborazione di un modo di autorappresentarsi da parte dei romagnoli: «Il Plaustro» e «La Piê».

Nella sua attività di appassionato cultore di storia locale e delle tradizioni popolari, Umberto Foschi ha realizzato una biblioteca di circa ottomila titoli e ha riunito un archivio costituito da corrispondenze, opuscoli, fogli volanti, manifesti, appunti manoscritti e dattiloscritti, fotografie.

Di particolare rilevanza per il Centro sono i carteggi scambiati con i vari autori che dovevano contribuire alla realizzazione di un dizionario dei dialetti romagnoli, iniziativa avviata da Aldo Spallicci nel 1953 e che non fu mai portata a compimento.

Tra i materiali pervenuti a Foschi si trova una serie di "schedine" dattiloscritte inviate da Guido Guerrini di Sant'Alberto (figlio di Olindo). Esse sono costituite da cartoncini o fogli di carta sui quali sono diligentemente annotati numerosi termini in dialetto con la traduzione in italiano, insieme ad appunti sulle loro occorrenze in proverbi, indovinelli, filastrocche, formule di apertura e chiusura delle fiabe ecc. Guido attribuisce il lavoro di ricerca e raccolta dei termini alla moglie, Iside Turati, originaria di Milano, che egli aveva conosciuto a Firenze all'epoca in cui era assistente universitario.

La scoperta di questi documenti fra le carte di Umberto Foschi è stata una sorpresa particolarmente gradita, dato che la Biblioteca Oriani possedeva già un piccolo fondo di schedine di Iside Guerrini, che erano state acquisite nel 1961 con il lascito di Guido Guerrini.