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Memoria e RicercaLa storia di MRDirezione e redazioneDistribuzioneNorme redazionali

Norme redazionali

 Norme per gli autori

 

Tutti i testi proposti alla rivista sono valutati in via preliminare da esperti interni ed esterni. Per la valutazione dei progetti della sezione monografica e degli articoli inseriti nella sezione "Regioni/Ragioni della storia" la rivista si avvale di un sistema di revisori esterni ("blind referees"). I nomi dei revisori ("referees") esterni sono pubblicati periodicamente dalla rivista.

 
Gli articoli proposti per la pubblicazione devono conformarsi alle seguenti norme redazionali:
 
 
1) Gli articoli devono essere inviati alla rivista via e-mail a tito.menzani@gmail.com
 
2) Nome, afferenza istituzionale, indirizzo e recapiti telefonici dell’autore (o degli autori) ed eventuali annotazioni riguardanti l'articolo devono essere chiaramente indicati a tito.menzani@gmail.com
 
3) Degli articoli deve essere fornito un abstract in italiano e un abstract in inglese di circa 1.000 battute l'uno (si ricordi che per "battute" si intendono anche gli spazi). Ogni riassunto deve contenere in modo chiaro i punti salienti dell'articolo, e deve essere espresso col soggetto in terza persona (esempi: "L'autore sostiene che"). All'inizio dell'abstract in inglese deve comparire il titolo dell'articolo tradotto in inglese.
 
4) Alla fine del riassunto e dell'abstract si devono scrivere sei "parole chiave" e sei "key words", rispettivamente, che indichino con chiarezza gli argomenti trattati (queste parole chiave servono per la indicizzazione dell'articolo nelle banche dati internazionali, e vengono anche utilizzate per gli indici analitici dell'annata).
 
5) L’insieme dei singoli saggi che compongono il monografico, comprensivi di note e riferimenti bibliografici non deve superare le 300.000battute(spazi inclusi).
 
 
6) Impostazione testo e citazioni.
 
Sono previsti 3 tipi di carattere: normale, corsivo, grassetto (detto anche neretto). Il corsivo va usato per le parole in lingua straniera di uso non comune e anche per evidenziare parole o frasi brevi dando loro una particolare enfasi. Per dare maggiore risalto a parole o frasi, e anche per citazioni non letterali, è preferibile usare le virgolette inglesi (“virgolette inglesi”), mentre le citazioni esatte vanno tra virgolette caporali («virgolette caporali»).
Per le parti virgolettate all'interno di una frase essa stessa tra virgolette, si possono usare le virgolette dell'altro tipo oppure gli apostrofi: le citazioni esatte o letterali vanno tra virgolette caporali (come in «citazione esatta»), e se sono lunghe più di 5 righe si deve andare a capo e saltare una riga sia all'inizio sia alla fine della citazione (in sede di stampa queste citazioni più lunghe verranno in corpo minore, ed è bene che lo siano anche nella versione originale); le citazioni non letterali e le parole a cui si vuole dare un particolare risalto vanno tra virgolette inglesi (come in “citazione non letterale”, oppure “parola enfatizzata”). Se all'interno di una citazione si vuole saltarne una parte, è bene indicarla con tre puntini tra parentesi [...]. Si ripete che le citazioni che sono tra virgolette caporali devono essere esatte, e devono terminare con i riferimenti delle pagine tra parentesi (ad esempio: pp. 73-74) qualora non siano già state specificate prima.
 
Non scrivere se non eccezionalmente in maiuscolo parole nel testo, salvo si voglia evidenziarle in casi isolati per una ragione particolare. Lo stesso risultato può essere ottenuto con il neretto o il corsivo.
Limitare preferibilmente l’uso dell’iniziale maiuscola a quando si vuole evidenziare in modo particolare e giustificato il termine (es.: la Verità).
Evitare il più possibile le maiuscole di rispetto. L’impiego dell’iniziale maiuscola è origine di errori (lo stesso termine può essere digitato sia con l’iniziale maiuscola che con quella minuscola e l’incongruenza facilmente sfugge). Fare, quindi, preferibilmente, sempre minuscola l’iniziale delle parole comuni (es. risorse umane, direzione, azienda), i titoli (es. dottore, presidente e non Dottore, Presidente) e i nomi di discipline ( es. la filosofia e non la Filosofia). Lasciare le maiuscole solo per Paese, Repubblica (quando si riferisce alla Repubblica italiana), i nomi di uffici e reparti (es. Direzione amministrativa, Ufficio spedizioni, Direzione del personale, ecc.), i termini comuni facenti parte di un nome proprio (es. Banca di Napoli), Stato (se sempre usato il maiuscolo).
 
Corsivo
 
Vanno in corsivo: i titoli di libri, film, canzoni, opere d’arte.
 
Parole sottolineate
 
Non farle. Comporle normalmente in neretto tondo o, se il neretto tondo è già stato molto usato nella pagina o in una pagina vicina, in neretto corsivo, se si vuole differenziarle; in corsivo chiaro, se si desidera evidenziarle di meno.
 
 
 
Virgolette
 
Virgolette inglesi per le parole “evidenziate”; virgolette «a caporale» per le citazioni nel testo. Quando nell’interno di una citazione contrassegnata da virgolette a caporale viene riportate una seconda citazione, indicarla con le virgolette inglesi.
 
Note
 
 «Memoria e Ricerca» utilizza il criterio delle note a piè di pagina. Vale a dire, che dopo il testo si pone la nota nel modo seguente1:
1) M. Rossi, Storia e dintorni, Milano, Casa Editrice Lombarda, 1997
 
La nota va posta sempre fra la parola e la punteggiatura.
In nessun caso è ammissibile una citazione “all’americana”, cioè (Rossi, 1997), pertanto non sarà necessaria alcuna bibliografia finale.
 
Citazione di libri e atti di convegni:
 
1) autore: nome puntato e cognome (non tutto maiuscolo) in tondo, seguiti da virgola. Se gli autori sono più di tre: collocare direttamente il titolo dell’opera. Se ci sono più autori, ma esistono uno o più curatori dell’antologia, allora si devono segnalare solo i curatori secondo il seguente esempio:
Case del popolo. Un’architettura monumentale del moderno, a cura di Marco De Michelis, Venezia, Marsilio, 1986.
2) titolo: sempre in corsivo, seguito da virgola. 
3) città, editore e data: in quest’ordine, divisi da virgola (ma se manca l’editore: città e data non divise da virgola). In mancanza di questi dati, sostituire con s.l. (senza luogo), s.d. (senza data).
 
Es.: L. Ceva, Guerra mondiale. Strategie e industria bellica. 1939-1945, Milano, Franco Angeli, 2000.
 
Citazione di riviste e periodici:
 
1) autore (come sopra);
2) titolo (come sopra);
3) rivista, tra virgolette a caporale (« ») preceduta da “in”;
4) serie, annata, in numeri romani (questi dati possono anche essere omessi);
5) fascicolo, anno, numeri di pagina (questi dati sono obbligatori).
 
Es.: S. Noiret, I musei della Grande Guerra sul Web, in «Memoria e Ricerca», n. s., a. IX, n. 7, 2001, pp.185-190.
 
Le formule op. cit. o art. cit. possono essere usate solo quando dell’autore citato ricorre una sola opera o articolo; diversamente, al titolo abbreviato si fa seguire la sigla “cit.” in tondo.
È ovvio che almeno la prima volta l’opera deve essere citata con tutti i dati.
Le formule Idem e ibidem sono da abbreviare in Id. e ibid. e si usano dovendo indicare rispettivamente l’autore e il titolo di un’opera citata nella nota immediatamente precedente, mai in altri casi.
Riviste, giornali, periodici, titoli di mostre vanno invece in tondo tra virgolette. Vanno in corsivo anche le parole straniere, latine o dialettali, quando non siano entrate a far parte dell’uso comune in italiano. Essendo il concetto di “uso comune” molto vago e soggettivo, nei casi d’incertezza si preferisca il tondo. Si ricordi che una parola straniera, una volta usato il tondo, non può prendere il plurale della lingua d’origine, in quanto, avendola scritta in tondo, la si considera adottata dalla nostra lingua.