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Argomento: Iniziative Culturali



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Convegno: Tutti giù per terra!

Venerdì 11 maggio, con inizio alle ore 15, si terrà presso la Sala Spadolini della Biblioteca Oriani il convegno Tutti giù per terra! Violenze politiche ed iconoclastia dall’antichità ad oggi. L’incontro, organizzato dall’Associazione Amici di Memoria e Ricerca insieme con la Fondazione Casa di Oriani e il Dipartimento di Beni Culturali dell’Università di Bologna, trae spunto dalla pubblicazione dell’ultimo numero di «Memoria e Ricerca», la rivista di storia contemporanea promossa dalla della Fondazione Oriani, dedicato al tema dell’iconoclastia nel XIX secolo, per allargare l’analisi a un arco cronologico più ampio, dalla remota antichità fino alle polemiche sul patrimonio monumentale del fascismo in Italia, passando per la distruzione dei simboli del comunismo sovietico nei Paesi dell’Est Europa e i recenti episodi di violenza iconoclastica nel Vicino Oriente.

Il convegno che verrà aperto dai saluti dell’assessora alla Cultura del Comune di Ravenna Elsa Signorino e del presidente della Fondazione Oriani Sandro Rogari e sarà presieduto dal prof. Antonio Panaino dell’Università di Bologna, vedrà, nell’ordine, gli interventi di: Arianna Arisi Rota (Università di Pavia), Relazione introduttiva; Christian Greco (Direttore Museo Egizio Torino), Anche le statue muoiono; Clelia Mora (Università di Pavia) e Carlo Lippolis (Università di Torino), Iconoclastia nell’antichità, iconoclastia contro l’antichità. Uno sguardo sul vicino Oriente; Antonella Salomoni (Università della Calabria), “Leonipad”. Lenin in frantumi; Massimo Baioni (Università di Milano), Demolire il Littorio? La controversa eredità della simbologia fascista nell’Italia repubblicana.

 

 

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Riscrivere la Storia: incontri tra letteratura e memoria

Quattro incontri per riscoprire la storia contemporanea. Nasce “Riscrivere la storia”: narratori che rileggono la storia del ‘900 per raccontarla al tempo presente. I dialoghi pubblici si svolgeranno dal 14 aprile al 5 maggio presso la Biblioteca di storia contemporanea “A. Oriani”. Il percorso vede la collaborazione tra ScrittuRa festival, Fondazione Casa di Oriani e l’Assessorato all’Istruzione del Comune di Ravenna in quattro appuntamenti aperti al pubblico e quattro riservati agli studenti delle scuole superiori. Il programma è curato da Matteo Cavezzali e Alessandro Luparini, che coordineranno gli incontri con gli autori.  

I personaggi, le vite, i luoghi che hanno fatto la storia, raccontati dai grandi autori contemporanei. Una serie di incontri per osservare meglio ciò che siamo stati ieri, per comprendere chi siamo oggi. 
Il programma inizia sabato 14 aprile alle 11 con un incontro sulla Rivoluzione d’ottobre, ospite lo scrittore Davide Orecchio  autore di “Mio padre la rivoluzione” (Minimumfax), una raccolta di racconti, ritratti, biografie impossibili e reportage di viaggio attorno alla storia e al mito della Rivoluzione russa, dai protagonisti dell’ottobre 1917 (Lenin, Stalin e Trockij) a personaggi minori ma non per questo meno affascinanti. Davide Orecchio lavora sulla storia con gli strumenti della letteratura, ne racconta versioni altre e ne esplora possibilità non accadute.

Lunedì 16 aprile alle 18 si parlerà di Caporetto con Paolo Malaguti autore di “Prima dell’alba” (Neri Pozza) un romanzo che, attraverso le indagini sulla misteriosa morte di Andrea Graziani, il «generale fucilatore» distintosi per la feroce brutalità verso i sottoposti, fa luce su una delle pagine più oscure della storia italiana.

Mercoledì 18 aprile alle 18 la scrittrice Helena Janeczek parlerà della guerra civile di Spagna attraverso le pagine de “La ragazza con la Leica” (Guanda). Il romanzo, candidato al Premio Strega 2018, racconta la vita di Gerda Taro, la prima fotografa caduta su un campo di battaglia a soli 26 anni, durante la guerra civile di Spagna. Accanto a lei il suo compagno Robert Capa, che diventerà icona della fotografia di guerra. 

L’ultimo incontro sarà sabato 5 maggio alle 11. Si parlerà del caso Moro con Antonio Ferrari, giornalista del Corriere della Sera e autore del libro best seller “Il segreto” (Chiarelettere). Il romanzo-verità sull’Italia dei giorni del rapimento Moro, per anni tenuto nascosto. 

"Questa collaborazione dell'Assessorato all'istruzione nasce dall'urgenza che sentiamo sul tema della conoscenza della storia contemporanea e dell'attualità da parte delle nuove generazioni. Purtroppo si rischia di non affrontare certi passaggi cruciali della storia contemporanea italiana, europea e mondiale sui banchi di scuola - ha affermato Ouidad Bakkali, Assessora all’Istruzione del Comune di Ravenna. - Questo vuoto può determinare la non comprensione del presente complesso che viviamo in termini politici, economici e di relazioni internazionali. Anche questo progetto è da annoverarsi nella progettualità più ampia sull'educazione civica proposta alle scuole di Ravenna".

Hanno già aderito al progetto il Liceo Classico Dante Alighieri, Liceo Artistico Nervi Severini, Liceo Scientifico A.Oriani e ITE G. Ginanni. Tutti gli incontri sono aperti al pubblico e gratuiti.

 

 

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GIORNO DEL RICORDO 2018

 

#ListeRete

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GIORNO DELLA MEMORIA 2018

Giovedì 25 gennaio 2018 ore 17.00 - RAVENNA, Sala Muratori della Biblioteca Classense (via Baccarini 3)

Conferenza con traduzione simultanea del professor Dan Stone (Royal Holloway University di Londra) "Ripensare la liberazione"

 

da leggere

#giornatadellamemoria #ListeRete 

 

Giorno della memoria, Comune di Ravenna

ANPI, Ravenna

 

 

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SGUARDI IN CAMERA

SGUARDI IN CAMERA: la figura femminile nei film di famiglia. Ravenna 1952 – 1986. Mostra di fotografie e proiezioni

 

Sabato 13 gennaio 2018, alle ore 17.00, inaugura la mostra di fotografie e proiezioni SGUARDI IN CAMERA: la figura femminile nei film di famiglia. Ravenna 1952 – 1986, tappa conclusiva del progetto Sguardi in camera: Ravenna nei film di famiglia e amatoriali.

La mostra è allestita alla Manica Lunga della Biblioteca Classense, via Baccarini, 3/A a Ravenna fino a domenica 4 febbraio 2018.

Come vivevano le ragazze a Ravenna negli anni Cinquanta? Come trascorrevano il loro tempo libero? Quali erano le principali occupazioni? Dove lavoravano? Come si divertivano? Si recavano nelle spiagge di Marina di Ravenna con i famigliari oppure con il gruppo di amici? Poi con l’arrivo degli anni Sessanta, del boom economico, come cambiano le loro abitudini? La rappresentazione della vita quotidiana muta poi con l’entrata negli anni Settanta e Ottanta? Quali sono i punti in comune e quali le differenze fra epoche lontane e diverse fra loro?

A questi e ad altri interrogativi cerca di rispondere il percorso espositivo di SGUARDI IN CAMERA: LA FIGURA FEMMINILE NEI FILM DI FAMIGLIA. Ravenna 1952 – 1986, raccontando una storia altra della città e dei suoi abitanti.

La mostra si compone di oltre sessanta immagini, inedite, provenienti dai fondi filmici privati di 69 cine-amatori ravennati, fotografie ricavate con un minuzioso lavoro di visione, analisi e scansione dei singoli fotogrammi, immagini che pongono al centro la figura femminile così come è stata rappresentata in quasi  trent’anni di cinema amatoriale.

Alle immagini in movimento è dedicato uno spazio centrale, con la ricostruzione del “salotto del cine-amatore” in cui sarà possibile visionare una selezione di film famigliari girati a Ravenna, opportunamente restaurati e digitalizzati.

A completare il percorso dedicato al film di famiglia e amatoriale, saranno esposte attrezzature analogiche dell’epoca: cineprese, moviole, proiettori, presse per il montaggio.

L’introduzione alla mostra è stata scritta da Luigi Tommasini, Direttore del Dipartimento di Beni culturali dell’Università degli studi di Bologna, campus di Ravenna.

Nel corso del mese di apertura sono previsti una serie di appuntamenti: visite guidate gratuite condotte dai curatori rivolte alle scuole del territorio, solo su prenotazione (nelle mattine di sabato 20, 27 gennaio e 3 febbraio).

Domenica 4 febbraio, a chiusura della mostra, sarà organizzato un evento-festa del cineamatore, con la consegna dei film restaurati e digitalizzati.

 

Il progetto, finanziato da Comune di Ravenna, Assessorato alle Politiche Cultura di Genere, ha avuto inizio nel maggio 2017 e attraverso un bando pubblico di raccolta, Sguardi in camera ha invitato i cittadini ravennati a donare i propri film di famiglia e a consegnarli nei punti di raccolta istituito presso l’Istituzione Classense e la Fondazione Casa di Oriani.

Le pellicole raccolte sono state restaurate, digitalizzate e catalogate in collaborazione con Home Movies - Archivio nazionale del film di famiglia di Bologna, in modo da poter essere messe a disposizione come un patrimonio utile per ricomporre la storia e l’identità della comunità ravennate.

Sino ad ora: 847 bobine raccolte (8mm, super8 e 16mm), 69 famiglie hanno portato i loro film di famiglia nei due centri di raccolta che hanno collaborato al progetto Fondazione Casa Oriani e Biblioteca Classense, 150 ore circa di materiale in pellicola raccolto, 65 incontri e interviste con i donatori nei 2 mesi di campagna di raccolta.

“Questo progetto ci ha impegnato per quasi dieci mesi, e ci siamo trovati di fronte ad un patrimonio di immagini, memorie e ricordi di enorme valore culturale. Centocinquanta ore di pellicole che raccontano la storia di una comunità, partendo dalle storie personali e da un punto di vista inedito, come quello dei film di famiglia e amatoriali.

Che cosa vedrete nella mostra?

Giovani ragazze che guardano fiduciose e orgogliose la cinepresa, passeggiano per le vie di una città molto diversa, sorridono e si mostrano, Marina di Ravenna nel 1956 con i capanni e le tradizionali vele anziché gli ombrelloni, il Natale del Vigile urbano in piazza del Popolo nel 1957 dove spontaneamente i ravennati si recavano per consegnare i loro regali sotto le colonne di S. Vitale e S. Apollinare, le passeggiate domenicali in pineta di fidanzati e famiglie ma anche in Darsena, che allora chiamavano e’ Cangiân, il Candiano. Ci sono poi scoperte interessanti, che non anticipiamo, dove la cosiddetta grande Storia irrompe nella vita delle persone e in questo il film di famiglia sa documentare con uno sguardo inedito e intimo”. Giuseppe Pazzaglia e Silvia Savorelli, curatori della mostra e coordinatori del progetto Sguardi in camera con Home Movies Archivio Nazionale del Film di famiglia.

 

La mostra è gratuita e resterà aperta dal 14 gennaio fino al 4 febbraio 2018, con i seguenti orari:

Lunedì / Venerdì 15,00 – 18,30

Sabato 10,00 – 13,00 e 15,00- 18,30

Domenica 15,00 – 17,30

 

Contatti e informazioni::

SGUARDI IN CAMERA mail: sguardiincamera@gmail.com

 

SGUARDI IN CAMERA

Per saperne di più e avere informazioni:

https://ravennasguardiincamera.wordpress.com

sguardiincamera@gmail.com

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Alfredo Oriani, primo cicloturista della storia

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Un incontro sulla storia locale in Romagna

Sala Spadolini, Biblioteca Oriani

Via Corrado Ricci 26 Ravenna

 

1 dicembre 2017, ore 17.00

 

Cosa significa scrivere di storia locale oggi, in tempi di globalizzazione, con particolare riferimento alla Romagna? Con quali strumenti e con quali prospettive? L’occasione per discuterne nasce dalla recente pubblicazione del volume del prof. Maurizio Ridolfi (Università della Tuscia): Una comunità “dentro” la storia. Meldola e la Romagna nell’Italia Unita 1859-1911 («Il Ponte Vecchio» 2017). Venerdì 1 dicembre, ore 17.00, presso la Sala Spadolini della Biblioteca Oriani, ne parleranno con l’autore, e con il direttore della Fondazione Casa di Oriani Alessandro Luparini: Massimo Baioni (Università di Ferrara), Dante Bolognesi (rivista «Memoria e Ricerca»), Carla Giovannini (Università di Bologna).

 

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Incontro di studio in memoria di Pier Paolo D’Attorre

Sala Spadolini, Biblioteca Oriani

Via Corrado Ricci 26 Ravenna

10 novembre 2017, ore 17.00

 

In occasione del ventennale della scomparsa di Pier Paolo D’Attorre, la Fondazione Casa di Oriani, in accordo con il Comune di Ravenna, ha promosso un incontro di studio dedicato alla memoria dello storico ravennate, sindaco di Ravenna tra il 1993 e il 1997. L’incontro, intitolato Per una “storia senza confini”. La nascita della rivista «Memoria e Ricerca» e l’inizio di una nuova stagione di studi storici, intende riflettere sui temi e i percorsi della produzione scientifica di D’Attorre tra la metà degli anni Ottanta e l’inizio degli anni Novanta dello scorso secolo, quando la storiografia italiana conobbe un periodo di grande rinnovamento, aprendosi sempre più al confronto e alla contaminazione virtuosa con altre discipline, e all’utilizzo di nuove fonti, con ricadute soprattutto sul modo di fare e di raccontare la “storia locale”, ma non solo. Di questa stagione di studi lo studioso ravennate fu senz’altro fra i protagonisti, con una serie di ricerche e di scritti poi raccolti nel volume antologico I tempi lunghi della modernizzazione (Longo 1998), figurando altresì tra i primi contributori della rivista «Memoria e Ricerca», all’avanguardia di quella fase di rinnovamento storiografico. L’incontro sarà introdotto dai saluti del sindaco Michele de Pascale e del direttore della Fondazione Oriani Alessandro Luparini, e proseguirà con gli interventi della prof.ssa Patrizia Dogliani (Università di Bologna) e del prof. Maurizio Ridolfi (Università della Tuscia).

 

 

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ventennale della scomparsa di Pier Paolo D'Attorre

 

 

 

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Torna la rassegna InContemporanea. La storia si fa in biblioteca

Sala Spadolini, Biblioteca Oriani

 

13, 20, 27 ottobre 2017, ore 17.00

 

Riprende presso la Biblioteca di Storia Contemporanea “A. Oriani” la rassegna InContemporanea. La storia si fa in biblioteca, con un ciclo di tre incontri ottobrini dedicati a fascismo e società italiana

Si inizia venerdì 13 ottobre con la presentazione del libro del prof. Carlo De Maria, Le biblioteche nell’Italia fascista (Biblion 2016). Il volume ricostruisce con rigore documentario e stile narrativo fluido i diversi momenti e aspetti della politica bibliotecaria del fascismo, dalla creazione nel 1926 della Direzione generale accademie e biblioteche fino alle pesanti ricadute delle leggi razziali sull’organizzazione interna del sistema bibliotecario. Un libro di notevole spessore, che non è soltanto un libro “sulla storia delle biblioteche”, poiché le biblioteche sono istituzioni profondamente coinvolte nei processi culturali e nelle dinamiche sociali di una nazione ed occuparsene significa pertanto incrociare temi vastissimi e di grande rilievo quali la politica culturale di un paese e il rapporto fra le sue istituzioni e la società. L’autore ne discuterà con il presidente e il direttore della Fondazione Casa di Oriani, prof. Sandro Rogari e dott. Alessandro Luparini.

Carlo De Maria è docente di Didattica della storia all’Università di Urbino, nonché direttore dell’Istituto Storico della Resistenza e dell’Età Contemporanea di Forlì-Cesena. Presiede l’Associazione di ricerca storica Clionet e dirige la collana editoriale “OttocentoDuemila” presso Bradypus Editore. Recentemente ha fondato la rivista di Public History “Clionet. Per un senso del tempo e dei luoghi”, online a partire da ottobre 2017. È autore e curatore di numerose pubblicazioni, fra le quali, ultime in ordine di tempo: Lavoro di comunità e ricostruzione civile in Italia (Viella, 2015); il manuale in tre volumi per le scuole superiori Una storia globale. Storia, economia e società (Mondadori Education-Le Monnier Scuola, 2015; con Vera Zamagni, Germana Albertani, Tito Menzani); le curatele dei volumi collettanei Fascismo e società italiana. Temi e parole chiave (Bradypus, 2016); L’anarchismo italiano. Storia e storiografia (Biblion, 2016, con Giampietro Berti).

Il ciclo proseguirà venerdì 20 ottobre con la presentazione del libro di Paola S. Salvatori, Mussolini e la storia. Dal socialismo al fascismo (Viella 2016), in dialogo con Massimo Baioni (Università di Siena); e venerdì 27 ottobre, con quella del volume fotografico Predappio al tempo del duce. Il fascismo nella collezione fotografica di Franco Nanni, a cura di Franco D’Emilio, Giancarlo Gatta (BradyPus 2017), in dialogo con Carlo De Maria.

 

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