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Notiziario

Argomento: Comunicati Stampa



ORARI ESTATE 2017

Avvisiamo i gentili lettori che la Biblioteca della Fondazione Casa di Oriani chiuderà dal 7 al 19 agosto 2017.

Riaprirà lunedì 21 agosto 2017 con il consueto orario: dal lunedì al venerdì dalle 8.30 alle 13.30 / martedì e giovedì dalle 15.00 alle 18.30

 

Gli Archivi del Novecento rimarranno chiusi da giovedì 20 luglio a giovedì 7 settembre 2017. Riapriranno regolarmente giovedì 14 settembre 2017.

 

 

L'Emeroteca dal 1° settembre 2017 aprirà alle ore 9.00

 

 

 

 

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A Luigi Lotti

Alessandro Luparini - Direttore Fondazione Casa di Oriani

Mi scuso con i lettori di "Museo in-forma" se questo mio ricordo del prof. Luigi Lotti non avrà un profilo strettamente 'istituzionale' e s'intreccerà con la mia autobiografia, ma non potrebbe essere altrimenti, visto il rapporto che mi legava a lui.

Si possono scrivere molte cose di Luigi Lotti. La prima, doverosa, è che è stato un grande storico. Nonché, aggiungo, uno storico in anticipo sui suoi tempi. Il volume I repubblicani in Romagna dal 1894 al 1915, edito nel 1957 per i tipi faentini dei Fratelli Lega, rimane ancora adesso uno straordinario esempio di narrazione storiografica, nella quale una vicenda particolare dentro un contesto particolare, sia pure emblematica come quella del movimento repubblicano nella Romagna post-risorgimentale e giolittiana, diventa il tramite per raccontare un'intera epoca. Una ricostruzione puntuale, fondata sull'indagine rigorosa delle fonti, a partire dalla stampa del periodo, come non era ancora consuetudine ai tempi. C'è persino l'indice dei nomi, strumento utilissimo e, oggi come oggi, ineludibile, ma del tutto inconsueto in un libro di storia del 1957. Un metodo che Lotti avrebbe applicato con risultati egualmente ragguardevoli a La Settimana rossa, la monografia del 1965 per la quale è maggiormente ricordato (almeno insieme a I partiti della Repubblica del 1997). Affresco a tutto tondo di un momento di passaggio della storia d'Italia, cerniera tra la fine dell'età giolittiana e il precipizio della Grande Guerra, fino ad allora pressoché ignorato dalla storiografia. Un libro che non è solo un esempio di come si fa ricerca ma una grande opera di storia tout court; un classico nel vero senso del termine.

Ciò detto, mi piace però, soprattutto, ricordare Luigi Lotti come maestro. Perché ho avuto la fortuna e l'onore di averlo come insegnante al "Cesare Alfieri" di Firenze, di cui è stato preside dal 1974 al 1992, anno della mia laurea. Le sue appassionate lezioni hanno contribuito ad accrescere in me l'amore, già forte, per la storia. I suoi stessi esami, se trovava dinanzi a sé uno studente preparato e ricettivo, si trasformavano spesso e volentieri in altre lezioni, con digressioni e approfondimenti tra una domanda e l'altra. Ripenso con affetto e nostalgia ai due esami con lui sostenuti, Storia moderna e Storia contemporanea, durati forse un'ora e mezzo l'uno ma passati in un lampo, il piacere dell'ascolto potendo più dell'ansia per l'interrogazione. All'amore per le sue materie d'insegnamento Lotti univa un raro senso di umanità. Sempre affabile e disponibile, lontano anni luce dalla impenetrabilità "baronale" di tanti suoi colleghi, pur mantenendo sempre la dovuta distanza tra professore e allievo. A salutarlo, la mattina dell'11 marzo 2016 nelle piccola chiesa di San Remigio a Firenze, c'erano molti suoi ex studenti. Miglior riconoscimento, io credo, il professore, il preside del "Cesare Alfieri" non avrebbe potuto avere.

Dopo la laurea, avrei ritrovato Luigi Lotti al Seminario di Studi e Ricerche Parlamentari "S. Tosi", per il quale teneva l'insegnamento di storia contemporanea. Poi, molti anni più tardi, per una di quelle strane circostanze che rendono imprevedibile la vita, ci saremmo di nuovo incontrati a Ravenna, città cui egli era legato da una lunga consuetudine di affetti e divenuta, nel frattempo, la mia "terra di elezione". Lui presidente, io direttore della Fondazione Casa di Oriani. Un'esperienza che mi ha dato modo di riscoprire l'antico maestro e di scoprire un amico. Luigi Lotti, nato a Trieste da padre fiorentino e madre ravennate, amava profondamente la Romagna, cui aveva dedicato numerosi studi (dal 1979, tra l'altro, presiedeva la Società di Studi Romagnoli). Anche per questo aveva assunto con entusiasmo la presidenza della Fondazione Oriani, una delle più prestigiose istituzioni culturali romagnoli, offrendo soprattutto un contributo importante alle sue iniziative; ultima, il convegno del 28 marzo 2015 L'Italia fra neutralità e intervento. Politica e Governo di fronte alla Grande Guerra.

Da qualche mese Luigi Lotti non è più fra noi. Ci restano la sua opera e il suo insegnamento; a me resta anche il ricordo di un uomo e di un maestro che mi ha accompagnato in momenti decisivi della mia vita personale e professionale.

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Bando Premio di studio Pier Paolo D'Attorre 2017

Bando per l'assegnazione del PREMIO DI STUDIO
per tesi di dottorato "PIER PAOLO D'ATTORRE"
Anno 2017
 
 
Il Comitato promotore formato da Comune di Ravenna, Famiglia D'Attorre, Istituzione Biblioteca Classense, Fondazione Casa di Oriani, Fondazione Gramsci Emilia-Romagna, Università di Bologna, ha istituito un Premio di studio biennale per tesi di dottorato intitolato alla memoria di Pier Paolo D'Attorre (1951-1997), docente in Storia contemporanea all'Università di Bologna e Sindaco della città di Ravenna negli anni 1993-1997.
 
Il premio, giunto alla sua seconda edizione, mantenendo viva la memoria della figura e dell'opera di Pier Paolo D'Attorre, intende valorizzare i giovani studiosi e dare risalto a studi e ricerche che, per le problematiche trattate, contribuiscano ad arricchire ambiti di ricerca che furono propri del lavoro di Pier Paolo D'Attorre.

Il bando è pubblicato da oggi 30 marzo 2017  sul sito della Fondazione Gramsci Emilia-Romagna a questa pagina.
 
La domanda di partecipazione dovrà essere compilata e inviata entro il 20 luglio 2017.
 
Per informazioni e chiarimenti rivolgersi alla segreteria della Fondazione Gramsci Emilia-Romagna tel. 051 231377mail premiodattorre@iger.org

 

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5xmille una firma per Casa Oriani

Anche quest’anno i cittadini hanno uno strumento per favorire lo sviluppo delle attività culturali e delle biblioteche, destinando il 5xmille dell'IRPEF alla Fondazione Casa di Oriani.

La legge di stabilità 2017 consente infatti di destinare una quota dell’imposta pagata sul proprio reddito (5xmille) relativo al 2016 alle associazioni e fondazioni riconosciute che operano negli stessi settori delle ONLUS.

Il 5xmille non sostituisce l' 8 xmille (destinato alle confessioni religiose) e non è un costo aggiuntivo per il contribuente.

È una quota di imposte a cui lo Stato rinuncia per destinarla alle organizzazioni no-profit e sostenere le loro attività.

Ecco come fare:

  • Firmare nel riquadro dedicato alle Organizzazioni Non Lucrative di utilità sociale
  • Riportare, sotto la firma, il codice fiscale della Fondazione Casa di Oriani : 80004320398

 

 

Ringraziando per l’attenzione, porgo i migliori saluti

 

Il Direttore

Alessandro Luparini

 

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Nuovo orario biblioteca dal 31 ottobre 2016

Per ragioni organizzative interne la Biblioteca Oriani si vede costretta a ridurre i propri orari di apertura al pubblico. In attesa che le condizioni tornino favorevoli al ripristino del vecchio orario, e scusandoci per il disagio arrecato, si comunica pertanto che a partire dal 31 ottobre 2016 la Biblioteca osserverà i seguenti orari di apertura:

 

Lunedì

Martedì

Mercoledì

Giovedì

Venerdì

 

8,30-13,30

 

 

8,30-13,30

15-18,30

8,30-13,30

 

 

8,30-13,30

15-18,30

 

 

8,30-13,30

 

 

 

 

 

il direttore

Alessandro Luparini

 

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Riapertura Archivi del Novecento

Da giovedì 13 ottobre 2016 riapriranno al pubblico gli Archivi del Novecento, via di Roma 167, Ravenna.

Gli Archivi saranno aperti tutti i giovedì, nei seguenti orari: 9-12.30; 14.30-18.

Gli Archivi del Novecento, gestiti in condivisione dalla Fondazione Casa di Oriani e dall’Istituto Storico della Resistenza e dell’Età Contemporanea in Ravenna e Provincia, conservano i fondi archivistici di proprietà delle due istituzioni.

 

Per informazioni:

 

Archivi del Novecento (responsabile dott.ssa Laura Orlandini): 0544216303 (solo il giovedì)

Istituto Storico della Resistenza (responsabile dott. Giuseppe Masetti): 054484302

Fondazione Casa di Oriani (responsabile dott. Alessandro Luparini): 054430386

 

istorico@racine.ra.it

direzione@bibliotecaoriani.it

 

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"Silenzio, è la zona di Dante: in piazza San Francesco l'identità fondante della città" (Paolo Bolzani)

"Silenzio, è la zona di Dante: in piazza San Francesco l'identità fondante della città" (Paolo Bolzani)

Solmi, Ministro di grazia e giustizia, e Morigi, Vicesegretario del partito, rendono omaggio alla tomba di Dante ed inaugurano la 'Zona Dantesca' e la Casa Oriani, nuova sede della 'Biblioteca Mussolini'.

https://youtu.be/-KwTk7bFdK0

 

 

Per l'inaugurazione della zona dantesca: Ravenna, 13 settembre 1936

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IL PROF. SANDRO ROGARI NUOVO PRESIDENTE DELLA FONDAZIONE CASA DI ORIANI

Il Consiglio di Amministrazione della Fondazione Casa di Oriani, riunitosi il 23 maggio u.s., ha eletto nuovo presidente della Fondazione il prof. Sandro Rogari.

         Rogari era entrato a fare parte del CdA su designazione del Comune di Ravenna, secondo quanto previsto dallo Statuto della Fondazione, in surrogazione del consigliere prof. Luigi Lotti scomparso lo scorso 9 marzo 2016.

         Il prof. Rogari, classe 1947, fiorentino, storico insigne, formatosi presso la prestigiosa Facoltà di Scienze Politiche Cesare Alfieri, di cui è stato preside per due mandati tra il 2000 e il 2006, è ordinario di Storia Contemporanea allʼUniversità di Firenze. Membro di società storiche nazionali e internazionali, è presidente della Società toscana per la storia del Risorgimento, dell’Accademia Colombaria di Scienze e Lettere e del Comitato culturale della Fondazione Marchi; è inoltre socio dell’Accademia dei Georgofili, dell'Accademia delle arti del disegno e della International Society for Intellectual History.

         Autore di oltre duecento pubblicazioni e legato a Ravenna e alla Romagna da lunga consuetudine di studi e di rapporti umani e professionali, fa parte dal 2013 del Comitato Scientifico per la creazione del Museo di Ravenna nel XIX secolo di Palazzo Guiccioli. La sua elezione alla presidenza dellʼOriani si pone quindi in stretta linea di continuità con lo spirito e con lʼoperato del compianto prof. Luigi Lotti.

         I membri del CdA, il direttore e il personale tutto della Fondazione Casa di Oriani salutano con soddisfazione lʼelezione alla presidenza del prof. Sandro Rogari, nella certezza che il suo alto profilo intellettuale non potrà che garantire e rafforzare il ruolo di una istituzione, lʼOriani, che con il complesso museale del Cardello, la Biblioteca di Storia Contemporanea e il suo inestimabile patrimonio bibliografico, le numerose iniziative nel campo della ricerca e dellʼalta divulgazione, lʼautorevole rivista di storia contemporanea Memoria e Ricerca, rappresenta unʼassoluta eccellenza nel panorama culturale nazionale e internazionale.

 

 

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conferenza stampa e inaugurazione mostra Progetto Pazzi di Jazz

SALA SPADOLINI FONDAZIONE BIBLIOTECA ORIANI
SABATO 30 APRILE ORE 11

 

 In occasione della giornata mondiale del Jazz, siamo lieti di invitare la S.V alla conferenza stampa che precederà l'inaugurazione della mostra legata al Progetto Didattico Pazzi di Jazz.

 Il Progetto che ha coinvolto migliaia di studenti, di ogni grado e ordine della città, del forese e della Regione, artisti di fama mondiale, storici del jazz è inserito nella rassegna Crossroads - Emilia Romagna Ravenna jazz, di cui Sandra Costantini, promotrice dell'iniziativa, è Direttore artistico, e vice presidente di Jazz Network.

 I temi affrontati hanno toccato la figura di Django Reinhard: il chitarrista gipsy e la cultura dei migranti, che non solo ha inaugurato il suono del jazz europeo, ma ha comunicato con la sua vita, che la disabilità può essere trasformata in risorsa. Ella Fitzgerald: nel ventennale della scomparsa, la Regina del jazz che  ha cantato la fatica del riscatto sociale.

 I temi del Progetto sono stati occasione di interventi interdisciplinari che hanno visto lavorare i ragazzi e i loro insegnanti su temi culturali legati: all'integrazione, appartenenza, inclusione, conoscenza di un popolo, rispetto dei valori, condivisione di conoscenze. Alla conferenza stampa, sarà presente il Maestro Tommaso Vittorini.

 Il Maestro, nipote degli illustri Elio Vittorini, Camillo Mastrocinque, Salvatore Quasimodo, è musicista arrangiatore e saggista. Fra i tanti progetti da lui curati ricordiamo che è stato fra i fondatori e gli insegnanti della Scuola di Musica di Testaccio. Ha curato musiche per il cinema, programmi televisivi e radiofonici, scritto saggi sulla musica improvvisata. Ha arrangiato per Paolo Conte, Vinicio Capossela, Gianni Morandi Claudio Baglioni, Almamegretta. Ha lavorato con tutti i jazzisti italiani da Enrico Rava, Danilo Rea, Rita Marcotulli e molti altri. Vive ora a New York, dove ha fondato e dirige la Living Concert Big Band, ha collaborato con jazzisti come Lester Bowie, Kenny Wheeler, Steve Lacy, scritto e arrangiato per Dionne Warwick e ChaKa Khan.

 Tommaso Vittorini insieme con Paolo Fresu, Ambrogio Sparagna, Alien Dee darà vita e suono al Progetto Pazzi di jazz, dirigendo 300 studenti sul palco in Piazza del Popolo che concerteranno i brani proprio da lui arrangiati.

 ll Progetto che ha il Patrocinio del Miur, del Consiglio dei Ministri , ed è in attesa della terza medaglia del Presidente della Repubblica è completamente gratuito per le scuole e le famiglie, ed ha la finalità di includere ed educare attraverso il linguaggio inclusivo della musica jazz  e in eterno divenire per antonomasia, il più alto numero di  giovani concittadini, che attraverso il fare pratico e immediato della musica si incontrano per sviluppare quell'educazione attiva e permanente  nel rispetto e nella condivisione di obiettivi comuni, che è proprio alla base dei principi della convivenza democratica, oltre che risorsa artistica.

 La mostra sarà aperta fino al 14 maggio, durata del Festival Ravenna jazz, che ricordiamo essere il più longevo d'Italia e che ha richiamato il sostegno di musicisti, artisti, intellettuali nel promuovere un centro di documentazione nella nostra città, teso a valorizzare il significativo percorso culturale nel suo 42 anno di storia .

 

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5xmille una firma per Casa Oriani

Anche quest’anno i cittadini hanno uno strumento per favorire lo sviluppo delle attività culturali e delle biblioteche, destinando il 5xmille dell'IRPEF alla Fondazione Casa di Oriani.

La legge di stabilità 2016 consente infatti di destinare una quota dell’imposta pagata sul proprio reddito (5xmille) relativo al 2015 alle associazioni e fondazioni riconosciute che operano negli stessi settori delle ONLUS.

Il 5xmille non sostituisce l' 8 xmille (destinato alle confessioni religiose) e non è un costo aggiuntivo per il contribuente.

È una quota di imposte a cui lo Stato rinuncia per destinarla alle organizzazioni no-profit e sostenere le loro attività.

Ecco come fare:

  •  Firmare nel riquadro dedicato alle Organizzazioni Non Lucrative di utilità sociale
  •  Riportare, sotto la firma, il codice fiscale della Fondazione Casa di Oriani : 80004320398

 

  

Ringraziando per l’attenzione, porgo i migliori saluti

 

Il Direttore

Alessandro Luparini

 

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