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Memoria e Ricerca

L'associazione per la storia ed il calcolo (AHC) su internet: una prospettiva olandese

di George M. Welling
in Memoria e Ricerca n.s. 3 (1999), p. 75


Introduzione
Nel 1986 presso il Westfield College, Università di Londra, si tenne una conferenza organizzata da studiosi di storia interessati alle possibilità di applicazione del calcolatore nel campo delle discipline storiche. In occasione di questa conferenza venne concepita l'idea di creare una associazione internazionale degli studiosi di storia che fanno uso del calcolatore per lo svolgimento delle loro ricerche. Circa un anno più tardi --- nel marzo del 1987 --- si tenne a Westfield una seconda conferenza e l'Association for History and Computing (Associazione per la Storia ed il Calcolo) fu fondata ufficialmente. L'associazione venne organizzata secondo una struttura federativa di gruppi regionali, completamente indipendenti. Lo scopo dell'AHC era quello di fornire una occasione di discussione sotto forma di conferenze annuali e mediante la pubblicazione della rivista "History and Computing"
(Storia e Calcolo)(1).
Dalla data della fondazione dell'AHC, qualcosa come diciotto gruppi nazionali e regionali si sono venuti costituendo, l'ultimo essendo l'AAHC, ramo americano dell'associazione. Attualmente sono presenti gruppi in Europa, America ed Asia, ma il nucleo principale dell'organizzazione si situa nell'Europa occidentale. Le conferenze annuali hanno avuto luogo in Gran Bretagna, Francia, Germania, Danimarca, Austria, Italia, Olanda, Canada, Russia e Spagna. La prossima conferenza è prevista a Groningen, in Olanda, nell'agosto del 1999. Al fine di migliorare il livello qualitativo delle conferenze e di evitare interferenze con altri convegni, dopo il 1999 le conferenze verranno organizzate con periodicità biennale(2).
L'impatto della prima conferenza di Westfield si fece sentire anche in Olanda. Uno dei partecipanti al convegno --- Roel van der Voort --- prese l'iniziativa di invitare facoltà di storia da tutta l'Olanda e le Fiandre ad un meeting per discutere la possibilità di costituire un ramo dell'AHC nei Paesi Bassi. Nel dicembre del 1987 fu costituita la Vereniging for Geschiedenis en Informatica (VGI)(3), con una propria rivista e meeting regolarmente organizzati in Belgio ed Olanda. In breve tempo l'associazione raccolse l'adesione di circa 300 membri, principalmente dall'Olanda. Dopo la soluzione di alcuni problemi minori, la VGI aderì all'AHC e divenne il ramo dell'associazione nei Paesi Bassi, nonché in assoluto uno dei gruppi più numerosi. La presenza della VGI all'interno dell'AHC è stata da allora molto articolata, ricoprendo l'incarico di Segretario Generale negli ultimi sei anni, prima con Leen Breure e successivamente con Onno Boonstra. Anche molti altri incarichi nel comitato direttivo dell'AHC sono stati ricoperti da membri della VGI. Nel 1993, alla conferenza di Graz, Manfred Thaller, all'epoca presidente dell'AHC, mi invitò ad entrare nel comitato direttivo allo scopo di approntare i servizi Internet per l'associazione. Dopo quel convegno allestii le pagine Web dell'AHC, che da allora sono state visitate da circa 200.000 utenti e sono divenute una delle maggiori fonti di informazione sulle attività del AHC.

L'AHC su Internet
Trattandosi di una associazione di studiosi di storia adusi all'impiego del calcolatore, era soltanto questione di tempo che si sviluppasse la necessità di una buona presenza su Internet. Non appena una parte ragionevole degli associati ebbe avuto accesso alla rete Internet, i contatti via posta elettronica incominciarono a sostituire la corrispondenza cartacea. Ma trattandosi altresì di una organizzazione internazionale, l'AHC dovette tenere in considerazione il fatto che gli sviluppi non procedevano allo stesso modo in tutti i paesi dove gruppi locali dell'associazione erano presenti(4). Alcuni paesi si trovarono in sensibile ritardo nel raggiungere la comunità Internet ed in alcuni le università non disponevano delle infrastrutture necessarie a fornire l'accesso alla rete. Nei casi in cui le infrastrutture esistevano, assai di frequente i dipartimenti di storia erano gli ultimi a trarre vantaggio dalle nuove possibilità. Ciò fu principalmente causato dalla mancanza di specifiche competenze informatiche in molti dipartimenti. Quegli studiosi che avevano una qualche competenza nel settore, spesso non godevano di un seguito sufficiente per ottenere le apparecchiature di cui necessitavano. Queste enormi disparità costituiscono tuttora motivo di preoccupazione per l'AHC: la situazione varia ancora da paese a paese e per raggiungere tutti i propri membri l'associazione non può fare affidamento esclusivamente sui metodi e sulle attrezzature più avanzate.
Le pagine Web dell'AHC non sono state le prime attività dell'associazione su Internet. Per un periodo assai lungo un listserver dell'AHC è stato mantenuto in servizio a Groningen, ma il suo impiego era assai infrequente. In realtà sul server c'erano molte più chiacchiere ed altro traffico indesiderato che vera discussione od informazione. Nel 1997 questo servizio venne disabilitato e sostituito da una lista di discussione sotto gli auspici dell'organizzazione Humanities on Line (Scienze Umane in Linea), H-AHC, lista che da allora è rimasta in esercizio.(5)
Il traffico sulla lista non è molto pesante, e nonostante gli sforzi da parte del comitato direttivo dell'AHC per utilizzare la lista come un reale veicolo di discussione interna, la maggior parte dei messaggi riguarda le attività del Raggruppamento americano dell'associazione, di recente formazione. Per qualche ragione l'impiego dei listserver è assai meglio recepito ed integrato nella cultura accademica americana che in quella europea. Questo può essere spiegato da un lato in termini del complessivo predominio statunitense sulla rete, dall'altro dal fatto che ancora moltissimi studiosi di storia, pur dotati di computer, dispongono di limitate connessioni alla rete o non ne dispongono affatto.
Una parte cospicua degli associati AHC proviene dai paesi dell'Europa orientale, specie la CSI (Comunità degli Stati Indipendenti, ex-U.R.S.S.), e la qualità degli accessi Internet in questi paesi lascia molto a desiderare. Anche il fatto che la maggior parte dell'informazione sia diffusa in lingua inglese può essere motivo della mancanza di interesse da parte di quei membri per i quali l'uso dell'inglese costituisce un problema. E' evidente tuttavia che la struttura federale dell'AHC pone un'enfasi assai maggiore sulle attività locali di tutti i vari raggruppamenti locali, piuttosto che su quelle centrali.
Lo scopo delle pagine Web dell'AHC è triplice. Da un lato si vuole fornire informazione di buon livello sull'associazione e svolgere un poco di opera missionaria. Vi è ancora al mondo un numero consistente di storici che si servono del computer nei loro studi ma che non sono al corrente neppure dell'esistenza dell'associazione, studiosi che potrebbero trarre grande vantaggio dal sapere che è attiva un'organizzazione internazionale dedicata a questo genere di discipline. Vi sono pagine riguardanti la missione e gli scopi dell'AHC e pagine su come diventare membri dell'associazione, o su come costituire un gruppo regionale. Questo è l'obiettivo di pubbliche relazioni del server di rete. Si vuole inoltre fornire agli associati un'accurata informazione circa le attività dell'associazione. Tutti i documenti interni dovrebbero essere accessibili via rete: questo renderebbe la diffusione delle informazioni meno costosa, dal momento che le spese postali costituiscono il grosso dei costi per una piccola organizzazione quale l'AHC. Il server dovrebbe anche fungere da archivio delle più recenti attività, in modo che un visitatore di queste pagine Web possa farsi un'idea precisa di ciò di cui l'AHC si occupa. Le informazioni riguardanti i convegni ed i numeri della rivista History and Computing (sommari, articoli pubblicati, ecc.) dovrebbero essere diffuse sotto questa intestazione, al pari dei link (collegamenti) a tutte le pagine dei vari gruppi regionali. Infine, si vuole servire l'intera comunità accademica degli storici in senso molto ampio. Così si forniscono informazioni a proposito dei convegni tenuti da altre organizzazioni, si pubblicano richieste di articoli da presentare alle stesse conferenze, programmi preliminari e simili. Oltre a ciò, si hanno liste di istituzioni accademiche di storia, storia dell'arte, archeologia ed informatica applicata alle scienze umane.(6)
Inizialmente si dovettero reperire queste informazioni presso listserver e siti Web, il che richiese un certo tempo. Al momento il nostro nome è ben conosciuto in quest'ambito e le informazioni ci pervengono direttamente: è oggi di vitale importanza per le istituzioni essere inserite nelle liste Web, dal momento che la maggior parte della concorrenza lo è a propria volta e la gente vuole mantenersi aggiornata, senza correre il rischio di rimanere indietro. Avere una presenza su Internet sta diventando via via sempre più importante per attirare studenti nei programmi internazionali di scambio, e conseguentemente i finanziamenti relativi a tali programmi. Le nuove popolazioni studentesche di tutto il mondo hanno scoperto le pagine Web delle varie università e se ne servono per compiere una scelta ben fondata e consapevole qualora desiderino presentare domanda di partecipazione a programmi internazionali di scambio. Gli istituti che non dispongono di alcuna presenza sulla rete restano tagliati fuori dal gioco.
Un altro progetto che da lungo tempo l'AHC sta realizzando è la bibliografia di storia e calcolo. In origine, questa bibliografia era il risultato delle attività di uno dei gruppi di lavoro dell'AHC, e due versioni a stampa sono state pubblicate. Da quest'anno l'Università di Groningen in Olanda si è assunta il compito subentrando al Queen Mary ed a Westfield in Gran Bretagna. A partire dal 1997 una versione online è stata resa disponibile attraverso le pagine Web dell'AHC, sulla base della versione prodotta su floppy disk dal Queen Mary e da Westfield (QMW) sotto la responsabilità del dottor Peter Denley.
Quest'anno verrà pubblicata una versione aggiornata della bibliografia e da quel momento in poi la nostra associazione si assumerà l'onere di mantenerla aggiornata. La versione al momento disponibile sul server di rete risulta aggiornata al 1994. Si è predisposto un software di ricerca analitica su questa bibliografia, con la possibilità di ricerche in forma booleana fino ad un massimo di tre parole chiave. Mettendo a disposizione questo strumento si vuole fornire informazione riguardo lo stato dell'arte della professione.(7)
Una parte consistente dei gruppi regionali ha allestito nel frattempo propri siti Web, ma vi sono ancora gruppi che non dispongono di server locali. Per questi gruppi il sito centrale dell'AHC continuerà a fornire questo servizio. L'effettiva manutenzione delle pagine Web di questi gruppi regionali è assicurata da propri addetti, mentre noi si fornisce soltanto l'infrastruttura tecnica. La responsabilità per il contenuto di queste pagine è interamente a carico dei gruppi locali, e ciò ha portato a vedere pubblicate sui server informazioni poco accurate nei casi in cui i responsabili dei gruppi locali non erano essi stessi frequentatori assidui della rete. E' obiettivo dell'associazione fare sì che tutti i gruppi locali allestiscano i propri siti, in modo che in futuro il sito centrale fornirà soltanto informazioni a proposito dell'associazione internazionale ed i collegamenti alle pagine dei raggruppamenti regionali.
Infine, si offre una lista di links a pagine Web che potrebbero essere interessanti per studiosi di storia di ogni genere. Si tratta di un progetto molto impegnativo, che richiederà molto lavoro, in quanto tutti questi link devono essere controllati e valutati. Non si vuole caricare ogni sorta di spazzatura che sia disponibile in rete sotto l'intestazione "storia" e non si vogliono avere link che di fatto non funzionino. Ciò comporta che tutti questi link debbano essere controllati regolarmente, in quanto un numero cospicuo di pagine Web sono il risultato di progetti e scompaiono con i progetti che le hanno generate. Inoltre, la spinta costante ad acquistare nuove apparecchiature hardware porta a cambiamenti nei nomi dei server e se non vengono prese particolari precauzioni nello spostare i siti Web da un server ad un altro, si finisce con l'avere un gran numero di link inutilizzabili con conseguente, pessima impressione sugli utenti del nostro sito.(8)
Il problema principale nella manutenzione di un simile sito è rappresentato dal fatto che tutto il lavoro relativo viene affidato al volontariato. Come tanti compiti extra che la comunità accademica si assume, la qualità dipende anche dal tempo disponibile. Il che significa che allorquando altre responsabilità hanno un più alto livello di priorità, la manutenzione del server non riceverà l'attenzione che gli dovrebbe essere dovuta. Per le pagine Web questo ha comportato che non sia stato sempre possibile tenerle costantemente aggiornate. Recentemente il comitato direttivo dell'AHC ha deciso che questa è una situazione inaccettabile ed ha convenuto di reperire fondi per finanziare l'assistenza al mantenimento su piccola scala.

Il design del sito Web dell'AHC
Come ho precedentemente affermato in un altro contesto, il design non è un argomento banale. D'altra parte è molto difficile definire degli standard obiettivi per un buon design di rete. Vi sono molti aspetti che debbono essere tutti presi in considerazione.(9)
Come sempre, quello del design si presenta come un problema a due facce. L'addetto allo sviluppo ha un insieme di criteri per il design, che riguarderanno principalmente la facilità di manutenzione e la robustezza (N.d.T. robustezza in senso informatico: l'adattabilità del sistema a variazioni, aggiornamenti, estensioni imposti successivamente alla sua creazione,  senza pregiudizio di affidabilità e funzionalità).
Ma vi sono serie limitazioni alle opzioni che si possono scegliere. Si deve considerare che non ci si può affidare alle tecniche più moderne per raggiungere i propri obiettivi. Si deve tenere conto del fatto che le infrastrutture tecnologiche dei nostri membri coprono l'intero spettro, dagli avanzatissimi network ad alta velocità con veloci stazioni di lavoro grafiche, alle lentissime connessioni dial-up ed ai terminali VT100. Per giunta, non si vogliono soltanto raggiungere i membri dell'associazione, ma ci si propone in realtà di proporsi all'intera comunità degli storici. Questo implica che dobbiamo imporre serie restrizioni sul nostro design. In primo luogo, occorre tenere conto del fatto che ancora un numero rilevante di utenti di questo sito Web usano browser (N.d.T. programmi di accesso alla rete) di puro testo, quali LYNX. Dai nostri registri sappiamo che ancora un buon 15% degli utenti appartengono a questa categoria. Se avessimo ignorato questo dato non saremmo stati in grado di servire le circa 30.000 persone che hanno visitato il nostro sito Web --- da che abbiamo cominciato il conteggio dei visitatori --- usando LYNX. D'altra parte, non è possibile servire la grande maggioranza degli utenti con un design strettamente destinato ad un browser di testo, da terminale TV100. La maggior parte degli utenti del sito è costituita probabilmente da assidui navigatori della rete che non limitato i loro interessi al sito Web dell'AHC. Essi sono abituati a tutti i più recenti dispositivi grafici, ai design strutturati pieni di ogni genere di applets Java che tutti i maggiori siti commerciali offrono.
Questi siti commerciali hanno scopi completamente diversi: essi vogliono giusto essere tanto all'avanguardia quanto gli altri ed impressionare l'utente con trucchi ingegnosi nel loro design. Inoltre, essi preferiscono rendere il design tanto complesso che risulti molto difficile copiarne i tratti essenziali per gli scopi propri del visitatore. Ma queste società commerciali dispongono delle risorse finanziarie per ingaggiare designer e programmatori professionisti che svolgano il lavoro in propria vece.
Quale società professionale di ricercatori che utilizzano il calcolatore negli studi storici, l'AHC non può mettere sulla rete qualcosa che appaia come se fosse stato progettato per gli elaboratori della fine degli anni sessanta: non si potrebbe essere presi sul serio se si adottasse una politica del genere. Ci si trova pertanto nella poco invidiabile situazione di dover coprire l'intera gamma dei possibili browser di rete, ed al tempo stesso di non voler apparire troppo primitivi. Infine, si vuole essere considerati seriamente come studiosi di storia dal resto della comunità accademica. Un design accattivante, con tutti i generi di movimenti grafici, animazioni e quant'altro, non sarebbe probabilmente considerato "di buon gusto" dalla maggior parte degli accademici, i quali preferiscono una presentazione più formale e tradizionale per una società di professionisti. Gli utenti di un sito Web vogliono un sistema di navigazione trasparente e più o meno intuitivo. Il modello che incomincia a dominare la scena viene oggi utilizzato da molti dei maggiori siti commerciali: esso è basato su un approccio a doppio frame (riquadro). Sul lato sinistro un riquadro più piccolo, che funziona come una sorta di indice. Cliccando su una delle voci del riquadro di sinistra, una pagina Web con l'informazione richiesta si apre nel riquadro di destra. Questo tipo di design è completamente trasparente e, sebbe presenti lo svantaggio che non si possa utilizzare l'intero schermo per visualizzare le informazioni, esso permette all'utente di passare rapidamente da una voce di informazione ad un'altra per mezzo dell'indice. Altre impostazioni del design richiedono all'utente di ritornare al punto di partenza (N.d.T. "home") per poter saltare da una voce all'altra. Esistono naturalmente molte forme ibride, ma la quintessenza di questi design è fondamentalmente la stessa.
Alla fine ho optato per un design che non si basa pesantemente su elementi grafici ed ha un aspetto abbastanza tradizionale, senza tuttavia risultare troppo monotono. La struttura di consultazione è strettamente verticale, vale a dire che l'utente deve ritornare alla homepage per poter accedere ad altre pagine del sito. Questa forma del design è stata imposta dal fatto che si voleva servire l'intera gamma dei possibili visitatori, dagli utenti LYNX a quelli delle ultime versioni di Netscape ed Internet Explorer.
Verrà il momento, nel prossimo futuro, in cui si cambierà questo tipo di design per adottare un approccio che tenga meno in considerazione le connessioni di tipo VT100, avendo dedotto dai nostri registri degli accessi che il numero di queste va rapidamente diminuendo. Alcune parti del sito Web sono ancora allestite secondo un design più privitivo e contengono link alla vecchia rete gopher, ma verranno rimosse in un futuro molto prossimo.

Perchè le attività su Internet dell'AHC sono concentrate presso l'Università di Groningen?Potrei certamente vantarmi di affermare che la ragione per cui si è deciso di concentrare i servizi Internet dell'AHC presso la Facoltà d'Arte dell'Università di Groningen in Olanda sia stato il fatto che io vi lavoravo. Tuttavia, una simile risposta sarebbe, e di molto, troppo semplicistica. Quando la necessità di fornire servizi Internet fu avvertita per la prima volta dall'AHC, fu chiaro che soltanto uno dei paesi dell'Europa occidentale avrebbe potuto offrire una buona base. All'epoca non esisteva alcun gruppo statunitense ed il gruppo canadese, sebbene molto attivo, non era abbastanza grande de sostenere un simile impegno; i paesi dell'Est europeo non avevano semplicemente le risorse. Poichè si ritenne conveniente da un punto di vista pratico allestire l'intero sito in un'unica lingua, preferibilmente l'inglese, l'attenzione si focalizzò sull'Olanda, dove la maggior parte degli accademici conosceva diverse lingue ad un livello accettabile.
A questo si aggiunga che il gruppo dei Paesi Bassi dell'AHC era uno dei più numerosi e verosimilmente in grado di sostenere un impegno del genere. Nondimeno, nel 1993 anche in Olanda l'uso intensivo della rete Internet era limitato a poche università. Presso una di queste, l'Università di Groningen, la Facoltà d'Arte si trovava nella fortunata situazione di disporre di proprie attrezzature di calcolo, che per l'epoca erano relativamente d'avanguardia. Dal 1986 la nostra università aveva un Dipartimento di Alfainformatica (=Calcolo applicato alle scienze umane)(10), dove linguisti computazionali, specialisti di testi elettronici e storici lavoravano insieme in un ambito interdisciplinare. Laddove altre università dovevano vedersela con le piccole rivalità fra linguisti e storici, qui le sinergia forniva una base di fruttuosa cooperazione ed dava luogo ad una richiesta unitaria per l'acquisizione di una infrastruttura informatica ben sviluppata. Nell'ambito del dipartimento, gli storici erano chiaramente i partner più giovani e potevano sfruttare una opportunità per acquistare importanza.
Fu principalmente quel sognatore di Bert Bos, che in seguito aderì al consorzio WWW, il fattore guida dietro i nostri primissimi tentativi di utilizzare Internet per qualcosa che non fosse la corrispondenza elettronica. Egli mi insegnò come organizzare un sito FTP (N.d.T. File Transfer Protocol), più tardi un sito gopher che sarebbe servito come archivio elettronico per i gruppi di lavoro dell'AHC, molto prima che potessimo anche solo immaginare che la World Wide Web avrebbe conquistato il mondo con la velocità che oggi tutto possono a posteriori constatare. Tuttavia, quando le prime specifiche del CERN ed i primi server Web furono disponibili, immediatamente ne installammo uno sul nostro sistema Unix. Essere attorniati da un gruppo di specialisti TEI e SGML può essere di grande aiuto. Fin dall'inizio fui colpito dalle possibilità del Web, specie come strumento a basso costo per la diffusione di materiale di interesse storico. In breve tempo i miei colleghi mi insegnarono tutto quanto è necessario sapere per allestire un sito Web. Dopo alcuni esperimenti con una homepage privata, pensai fosse giunto il momento di dare avvio a qualcosa di più serio, benchè avessi considerato persino allora la mia homepage come una sorta di serra in cui sperimentare nuove idee e trucchi di programmazione, molti dei quali assolutamenti privi di altro scopo se non quello di mettere alla prova e nel contempo divertire me stesso.
Nella sessione dimostrativa della conferenza di Nimega dell'AHC, nel 1994, presentai il primo prototipo del sito Web dell'associazione.(11) A quell'epoca pochissimi associati sapevano veramente qualcosa del Web e la maggior parte di essi si dimostrò alquanto sorpresa delle sue potenzialità. Come un bambino con un giocattolo nuovo, avevo sovraccaricato le pagine di grafica del tutto inutile, in parte a causa del fatto che avevo ben poche cose specifiche del settore da mostrare allora. La maggior parte delle informazioni contenute nelle pagine si rivelò essere inesatta, ma i rappresentanti dei vari gruppi regionali presenti furono ben felici di fornire i dati corretti. Il design delle pagine è mutato un poco nel corso degli anni. Una volta si è sperimentato un approccio a schermo pieno (completely frame-based approach), per via di un'idea dell'allora presidente dell'associazione, dottor Jan Oldervoll, che fu un altro grande e pionieristico entusiasta delle possibilità della rete. Comunque, la maggior parte delle reazioni al nuovo schema risultò alquanto negativa e si ritornò così al design originale.

Sviluppi
Col senno di poi è facile dire che il dottor Manfred Thaller aveva visto quel che stava per avvenire già nel 1993, quando mi chiese di allestire i servizi Internet per l'AHC. Mi consigliò di mettermi in contatto con gli altri ricercatori di storia che stavano lavorando su progetti analoghi, come il gruppo H-Net, l'History Network dell'Università del Kansas(12), e l'Archivio dei Testi Storici dell'Università di Stato del Mississippi(13), tutti operanti negli Stati Uniti d'America. Fin dagli inizi abbiamo ricercato la cooperazione e non la competizione: è insensato ed uno spreco di energie entrare in competizione gli uni con gli altri, quando persino le forze congiunte di tutti i gruppi sono insufficienti per servire l'intera comunità. L'AHC ha guadagnato il rispetto che volevamo per il suo impegno su Internet. Sebbene la maggior parte dei cosiddetti "Web-awards" (premi Web) sia essenzialmente priva di significato e costituisca soltanto un modo per le società commerciali di piazzare il proprio logo su altre pagine Web, siamo ancora orgogliosi della proclamazione a sito Magellano quattro stelle, venuta piuttosto rapidamente. Da allora abbiamo ricevuto un certo numero di altri riconoscimenti, ma non vogliamo più pubblicarli sulle nostre pagine, così come non desideriamo promuovere qualsiasi altra attività di tipo commerciale. Non senza orgoglio, possiamo affermare che a quel tempo il nostro dipartimento di Calcolo applicato alle Scienze Umane all'Università di Groningen era uno dei pochissimi che potevano e volevano fornire i servizi richiesti per allestire questo sito Web. Dopo la crescita esponenziale della rete nell'ultimo paio d'anni, vi sono molti istituti che possono offrire quel servizio, ma così come è poco conveniente passare troppo spesso da un editore ad un altro, preferiamo mantenere il sito AHC a Groningen. Abbiamo l'esperienza acquisita in un certo numero di altri progetti Web portati a termine con successo, come l'ipertesto sulla storia americana "Dalla Rivoluzione alla Ricostruzione (e quel che avvenne nel seguito)"(14).
E' questo uno dei più frequentati siti Web di storia al mondo ed è persino riuscito a diventare uno dei primi dieci siti dell'intera Olanda: da quando abbiamo cominciato a conteggiare gli accessi alla nostra homepage oltre due milioni di persone hanno utilizzato questo servizio e questo numero va sempre più crescendo di giorno in giorno.

Dr. George M. Welling (welling@let.rug.nl)
Computing in the Humanities University of Groningen

NOTE:
(1) Si vedano: Denley P, Fogelvik S, Harvey C, curatori. History and Computing II, Manchester: Manchester University Press; 1989 e Denley P, Hopkin D, curatori. History and Computing. Manchester: Manchester University Press; 1987
(2) Per ulteriori informazioni si veda la pagina Web dell'AHC: URL: http://www.let.rug.nl/ahc/
(3) Traduzione: Associazione per la Storia e l'Informatica: si veda l'URL: http://www.leidenuniv.nl/nhda/vgi/vgi.htm
(4) Per una lista dei Raggruppamenti Regionali dell'AHC si prega di visitare il sito Internet all'URL: http://www.let.rug.nl/ahc/intern/memberas.html
(5) Si veda: URL: http://h-net2.msu.edu/
(6) Si consultino le seguenti URL: http://www.let.rug.nl/ahc/history.html http://www.let.rug.nl/ahc/arthist.html http://www.let.rug.nl/ahc/archeology.html http://www.let.rug.nl/ahc/comphum.html http://www.let.rug.nl/ahc/hist.html http://www.let.rug.nl/ahc/calls.html
(7) Si veda la URL: http://www.let.rug.nl/ahc/biblio2.html
(8) Si consulti la URL: http://www.let.rug.nl/ahc/hist.html
(9) Bert Bos e George M. Welling, The significance of user-interfaces for historical software. In: Gerhard Jaritz, Ingo H. Kropac e Peter Teibenbacher (a cura di), The Art of Communication. Grazer Grundwissenschaftliche Forschungen. (Graz 1995), pp. 223-237
(10) Riferimento URL: http://www.let.rug.nl/alfa/
(11) Si veda: Onno Boonstra, Geurt Collenteur e Bart van Elderen (a cura di), Structures and Contingencies in computerized historical research. Hilversum (1995)
(12) URL: http://history.cc.ukans.edu/WWW_history_main.html
(13) URL: http://www.msstate.edu/Archives/History/
(14) URL: http://www.let.rug.nl/~usa