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Memoria e Ricerca

I musei della Grande Guerra sul Web

di Serge Noiret
in Memoria e Ricerca n.s. 7 (2001), p. 185


(I siti web citati in queste pagine sono tutti attivi alla data del 15 Febbraio 2001).

La presenza dei musei digitali sulla rete internet è cospicua. Forse è una delle istituzioni culturali più presente ed articolata nella rete oggi con siti di indubbio interesse sia per i contenuti che offrono, sia per la loro presentazione grafica e la loro mobilità interna che sono spesso eccellenti. Non vogliamo qui entrare nei particolari di questa presenza o fare una mappa della rete in merito ma, per parlare dei soli musei legati alla memoria della Prima Guerra Mondiale, e prima di entrare con alcune considerazioni nel merito di questi specifici musei, darvi almeno conto dei portali della rete che trattano di quest'argomento senza menzionare qui, i classici motori di ricerca che rispondono con le loro ingegnerie interne, alle vostre richieste specifiche. Il migliore accesso ai Musei in rete è dato dai due capitoli della World Wide Web Virtual Library, [http://www.vlib.org], a loro dedicati: Virtual Library museums pages, a distributed directory of on-line museums, [http://www.icom.org/vlmp/], un database aggiornabile di tutti i musei di tutti i tipi presenti in rete e, la pagina Museums around the world, [http://www.icom.org/vlmp/world.html], che offre "an eclectic collection of World Wide Web services connected with museums around the world", entrambi poi offerti al progetto WWW VL dall'ICOM, l'International Council of Museums-Conseil International des Musées, [http://www.icom.org/]. Questi due servizi della VL -con altri "links" dedicati specificatamente ai musei italiani- sono anche accessibili tramite la pagina dedicata ai siti "culturali" del progetto Italian History Index basato presso l'Istituto Universitario Europeo di Firenze, [http://vlib.iue.it/hist-italy/cultural.html], parte a sua volta del progetto generale della VL e dell'History Project della VL presso l'Università del Kansas che possiede un suo sito "mirror" allo stesso Istituto di Fiesole, [http://vlib.iue.it/history/index.html]. Altri due portali tematici sui musei -ovvero un sito che consenta l'accesso ai siti web ed ai servizi correlati a determinati argomenti sulla rete- sono il portale MUSEUMLAND.COM, "the World Wide Portal to Museums and Cultural Heritage - Il Portale mondiale sui Musei e sui Beni Culturali", [http://www.museumland.com/] e Musei Online che, con il patrocinio del Ministero per i Beni e le attività culturali, offre accesso a tutte le tematiche legate al mondo dei musei italiani, [http://www.museionline.com/]. Infine, ritornando sul sito della WWW VL Museums - ICOM, va citato il capitolo italiano del progetto M u s e u m s in ITALY che offre una collezione di siti web dei musei italiani e dei loro servizi online e offre anche accesso ad una lista di discussione -un forum- sulle tematiche museali "musei-it", che discute dell'introduzione delle nuove tecnologie nei musei italiani e che possiede la sua sede "fisica" presso il sito del Museo della Scienza di Milano, [http://www.museoscienza.org/musei-it/]. Entrando adesso nel nostro tema, i Musei legati alla storia della Prima Guerra Mondiale, va inanzi tutto precisato che, a questi portali internazionali e nazionale italiano sui musei in generale, devono senz'altro essere aggiunti i maggiori portali nazionali sui Musei nei diversi paesi della Grande Guerra. Vorrei soffermarmi qui soltanto su due di questi maggiori portali in Germania, [http://www.hco.hagen.de/museen/], e, in Austria, [http://www.icom.org/vlmp/austria.html], entrambi parte della rete della WWW VL Museums come il portale italiano citato in precedenza. (Il portale internazionale del VL dal quale dipendono le sezioni nazionali è costruito all'università di Oxford in Inghilterra. La Francia non offre un capitolo specifico su un sito specifico francese per I musei di quel paese che fosse legato al progetto WWW VL ma, soltanto. una sezione all'interno del sito inglese all'indirizzo [http://www.icom.org/vlmp/world.html#France] senza nessuna citazione di musei virtuali della Prima Guerra Mondiale in quel paese. Esiste invece un portale eccellente del Ministère de la Culture che offre l'accesso ai musei francesi ed internazionali, [http://www.culture.gouv.fr/culture/autserv/musees.htm]). I musei virtuali sulla Prima Guerra Mondiale, possono essere soltanto percorsi virtuali o legati a mostre virtuali o, invece, espressioni virtuali di musei "fisici" in tema di Grande Guerra appartenenti sia ad istituzioni museali che ai cosidetti "battlefields museums". Per capirsi meglio, ecco un esempio di mostra virtuale internazionale -un percorso virtuale- sul tema della Grande Guerra, dato dal bel sito sulla celebrazione dell'Otantesimo anniversario dell'armistizio della guerra 1914-1918, nel 1998. Infatti, sotto il patrocino dell'UNESCO, un sito web dedicato alla Grande Guerra è sttao inaugurato in questa occasione, [http://www.art-ww1.com/index.html] per tentare di commemorare e collegare le varie realtà museali nazionali sul tema. Il sito chiamato: The major museums of Europe, commemorate the 80th anniversary of the Armistice of 1918, offre l'accesso a singoli siti europei di musei: al Mémorial pour la Paix a Caen, all''Heeresgeschichtliches Museum di Vienna, all'Imperial War Museum di Londra, all'Historial de la Grande Guerre de Peronne, al Centre Mondial de la Paix di Verdun ed infine, all'Haus der Geschichte der Bundesrepublik Deutschland di Bonn. Il progetto è nato grazie alla collaborazione tra due musei di storia contemporanea: il Musée d'Histoire contemporaine, BDIC, di Parigi insieme al Deutsches Historisches Museum, di Berlino. La mostra online offre l'accesso a 110 quadri di 54 artisti che hanno dipinto la prima guerra mondiale secondo un percorso virtuale tematico in sette capitoli con quadri ad essi legati e una descrizione in tre lingue, inglese, francese e tedesco, [versione francese: http://www.art-ww1.com/fr/visite.html]. I capitoli illustrati con i lavori dei maggiori pittori dell'epoca sono: la dichiarazione di guerra, i guerrieri, il campo di battaglia, il momento dell'artiglieria, la guerra totale, la sofferenza, la morte. Un eccellente esempio di museo internazionale della prima guerra mondiale presente in rete è quello dell'Historial de la Grande Guerre à Péronne, [http://www.historial.org]. "Dans ce musée -si legge sul sito web- à la fois d'histoire sociale et militaire, d'art et d'ethnographie, sont proposés 4 parcours virtuels différents, à travers l'architecture, la vie quotidienne, l'imaginaire et le circuit du souvenir. Ces visites thématiques seront régulièrement renouvelées et archivées au fil des mois. L'Historial de la Grande Guerre, à travers les histoires parallèles de l'Allemagne, la France et le Royaume-Uni, explique la guerre, ses origines et ses conséquences. Il offre une vision culturelle du premier conflit mondial, tel qu'il a été vécu par les militaires et les civils." Il sito web è davvero eccellente ed offre numerosi dossiers storici comme il dossier pedagogico sulle "Mémoires européennes de la Grande Guerre", e mostre virtuali regolarmente aggiornate e cambiate. Tuttavia, non vorrei qui entrare nell'argomento indagando sui musei di altri paesi belligeranti oltre all'Italia, se non per concedermi -oltre al museso di Péronne- un piccolo mio spazio "nazionalista", legato anche ad una delle cause dell'entrata in guerra dell'Italia, i bombardamenti delle città belghe da parte dei tedeschi, come testimoniano le visite di propaganda dei deputati belgi in quell'anno in Italia per chiedere l'intervento a fianco degli alleati (S.Noiret: Interventismo e socialismo nelle memorie di Jules Destrée., in Italia contemporanea, sett. 1983, fasc.151-152, pp.135-147). Il Musée royal de l'armée et d'histoire militaire di Bruxelles, [http://www.klm-mra.be/], è anche la sede del sito web dell'ICOMAM "International council of Museums of arms and military history", [http://www.klm-mra.be/ICOMAM/index.htm], e dell'IAMAM stesso "International Association of Museums of Arms and Military History", creato il 25 maggio 1957 e diventato parte parte dell'ICOM nel luglio del 1959 in rappresentanza di più di 50 paesi insieme e di molte importanti istituzioni musearie. Nel museo di Bruxelles, esistono interi padiglioni consacrati alla prima guerra mondiale con una collezione di pezzi "fisici" offerti nelle sale che, tuttavia, sono poco illustrati virtualmente -e soltanto grazie ad alcune fotografie- nel giro che se ne può effettuare in rete. Le collezioni sulla prima guerra sono -si cita il sito- "par leur importance et leur originalité, …l'une des plus importantes au monde", [http://www.klm-mra.be/frans/virtual_frame.htm]. La presenza virtuale del museo belga, uno dei più ricchi al mondo nelle sue sale fisiche, non è invece paragonabile a quanto offre nella rete un museo meno ricco per le sue collezioni ma più qualificato sulla rete come il Musée de l'Armée Hôtel national des Invalides di Parigi, [http://www.invalides.org/], con la sua sezione in internet consacrata alla "Première guerre Mondiale au Musée de l'Armée", [http://www.invalides.org/gm1/]. E in Italia, quali musei possono essere visitati in rete sulla Prima Guerra Mondiale ? Massimo Baioni e Claudio Fogu propongono nei sagghi che compongono la parte monografica di questo fascicolo degli interventi sul Museo della Guerra di Rovereto e su quello che si potrebbe chiamare un "battlefield museum", quello di Vittorio Veneto, un luogo di memoria ed uno dei monumenti più importanti alla patria ed alla nazione italiana. Il Museo Storico Italiano della Prima Guerra a Rovereto, (Tel. 0464-438100 o fax 0464/423410, Via Castelbarco, 7, 30868 Rovereto, TN), non è purtroppo accessibile in internet come tale. Soltanto alcune informazioni generali sul museo e sulla sua storia sono accessibili ed ospitate da un sito commerciale, [http://www.geocities.com/Paris/LeftBank/5446/], che offre una descrizione dei contenuti delle varie sale tematiche del Museo -anche se, nessuna firma a queste schede viene offerte al lettore che si deve così fidare di quanto scritto in rete-: la vista panoramica; il parco delle artiglierie; l'ingresso al museo; la sala artiglieria A; la sala San Marino; la sala Germania; la sala Combattenti; la sala Cavalleria; la sala Generale Marchetti; la sala Sanità; la sala Castelli; la sala Austria; la sala 87° Squadriglia "La Serenissia"; la sala artiglieria B; la sala Riccardo Craproni; la sala Fabio Filzi-Cesare Battisti; la sala Damiano Chiesa; la sala Romania; la galleria Balbis; la sala Cecoslovacchia; la sala Belgio; la sala Legionari Trentini; la cappella sacrario; la sala Francia; la sala Inghilterra; la sala Campana dei Caduti; la sala Marina; la sala Aviazione; la sala Genio; la sala Internati; il Sacrario di Castel Dante. Molti siti della storia militare italiana vengono repertoriati nel capitolo della WWW VL Italian History Index, consacrato a "World Wars, Holocaust and Military History", [http://vlib.iue.it/hist-italy/military.html] che ho già avuto modo di citare prima e daddove riprenderò alcuni esempi di mostre virtuali dedicati alla prima guerra mondiale in Italia. Alcuni siti amatoriali e ce ne sono molti in rete legati a vari argomenti come le fortificazioni, I scenari della guerra italiana nelle Alpi, sono in realtà dei veri "musei virtuali" anche se non sono legati a nessuna realtà istituzionale musearia. Il percorso fotografico sul sito "La Grande Guerra, 1915-1918", [http://www.grandeguerra.com], un sito amatoriale -un museo virtuale- che, -si cita la home page- "offre un interessante itinerario fotografico tra le Alpi centro-orientali italiane a cura di Enrico Guerrazzi, appassionato e studioso della prima guerra mondiale. All'interno potrete sfogliare l'album fotografico delle più suggestive zone alpine del Trentino e del Veneto che, tra il 1915 e il 1918, furono scenario di dure e sanguinose battaglie tra l'esercito italiano e quello austro-ungarico". Un sito della "Società Storica per la Guerra Bianca", [http://www.guerrabianca.it], offre anche lui molte fotografie e immagini della grande guerra nelle Alpi e deve essere segnalato anche se non si riferisce ad un museo fisico come quello di Rovereto ma offre in realtà una vera "galleria" online o "mostra permanente" online sulle tematiche della grande guerra sul fronte tra l'Austria e l'Italia. I musei italiani in internet sono invece pochi e offrono poco più in rete di informazioni pratiche sulla loro locazione. Il Museo di Storia Contemporanea di Milano, [http://www.museidelcentro.mi.it/] sta allestendo un capitolo del suo sito consacrato proprio ai Musei della guerra e Memorial della pace ancora non disponibile al momento di scrivere queste righe. Il Museo Storico di Trento - Castello del Buonconsiglio, [http://www.museostorico.tn.it/], è forse oggi il miglior museo storico online in Italia. Si tratta di un ONLUS che si definisce così sulla sua "home page": "un Museo tra storia e memoria". Il Museo che conserva -tra molte altre cose- le carte di Cesare Battisti, offre un viaggio virtuale eccellente delle sue collezioni e anche se Rovereto è molto vicina, offre una interessante sezione consacrata alla Prima Guerra Mondiale, [http://www.museostorico.tn.it/visita/1guerra/]. Il Museo della Battaglia di Vittorio Veneto è anche lui accessibile in rete, [http://www.regione.veneto.it/cultura/musei/pag474.htm], ma non offre un sito in proprio ma soltanto una scheda informativa a cura della Regione Veneto. Infine, il Vittoriale degli Italiani creato da D'Annunzio possiede anche lui un sito internet, [http://vittoriale.gsnet.it], nel quale è possibile una visita virtuale della casa del Poeta-Soldato con la descrizione di alcuni cimeli conservati dal Vate e legato alla Prima Guerra Mondiale. Il sito tuttavia è di pessima qualità grafica e la presentazione è deplorevole. Se si dovesse dunque trarre delle conclusioni sulla presenza dei Musei della Prima Guerra Mondiale in rete -altro è quella della storia della Grande Guerra Italiana in rete- non si potrà fare altro che rimanere molto delusi e critici: i progetti internazionali di musei sulla Grande Guerra non comprendono l'Italia, le sedi musearie importante sulla storia della Prima Guerra in Italia, all'eccezione di Trento, come Caporetto o Vittorio Veneto, non posseggono un sito web degno di questo nome e nemmeno delle gallerie virtuali scientificamente utile allo studioso. Fioriscono in rete tutt'al più alcune pagine personali di curiosi e amatori legate ad aspetti molto particolari della guerra nelle montagne alpine che, se non vengono "filtrate" con lo spirito critico necessario, non possono che fuorviare il navigatore della rete e rendere davvero poco conto dell'attenzione nuova che oggi gli storici di professione stanno dando allo studio della Prima Guerra Mondiale. In questo senso va valutato con interesse la relazione del consigliere regionale del Friuli-Venezia Giulia, Paolo Fontanelli, in merito ad una legge sul modello del Veneto e del Trentino/Alto-Adige, per "il recupero e la valorizzazione del patrimonio storico-culturale e dei siti legati alla prima guerra mondiale", [http://www.comunisti.fvg.it/comm_sitiguerra.htm] proprio per organizzare meglio la memoria attorno ai grandi Sacrari (Redipuglia e Oslavia, il cimitero austro-ungarico di Fogliano di Redipuglia, Timau, Caporetto poco oltre il confine), i tanti cimiteri (o resti) sparsi sul territorio regionale, i monumenti italiani e austro-ungarici dedicati al conflitto sparsi lungo il fronte dell'Isonzo e del Friuli, così come gli innumerevoli resti delle trincee, delle posizioni, dei forti e delle strutture militari degli eserciti in lotta che ancor oggi sono visibili in larga parte del territorio regionale (non solo le trincee e i camminamenti lungo il fronte della Carnia e dell'Isonzo, ma anche i forti e le linee trincerate arretrate lungo i fiumi Torre e Tagliamento, la via d'acqua della Litoranea veneta tracciata dal Veneto a Grado per esigenze belliche) costituiscono un "luogo della memoria" dell'Italia e dell'Europa che attende ancora di essere conosciuto e valorizzato in tutte le sue parti". Aggiungiamo che la rete potrebbe essere un luogo virtuale importante per la fruizione di questi luoghi fisici della memoria, per avventurarsi in un eventuale Parco Fisico della Memoria che segna il territorio di questa -come di altre regioni europee- attorno al primo conflitto mondiale.